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L’analisi costi-benefici voluta da Toninelli è da buttare. Parola del commissario sulla Tav

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“Omertosa”, fatta seguendo “una metodologia non idonea” con “dati non aggiornati”.  Questa, in sintesi, la “Lettura critica” dell’analisi costi-benefici redatta dal gruppo di lavoro presieduto dal professor Marco Ponti, contenuta nel Quaderno 13 dell’Osservatorio della Torino-Lione e presentata a Torino dal commissario di governo Paolo Foietta, nel suo ultimo giorno di incarico.

“L’analisi costi benefici sulla Tav è omertosa” ha detto Foietta “presenta dei numeri ma non dice come sono stati costruiti. Un documento in cui il valore non è ricostruibile vuol dire che, o è incompleto, e a me non sembra, oppure che si è voluto fosse molto difficile ricostruire da dove arrivavano queste cifre”.

Cosa non va nella relazione

Il Quaderno dell’Osservatorio, in ventisette pagine, affronta le discordanze ed anche, quelli che Foietta definisce “errori macroscopici” contenuti nell’analisi del Governo. Si comincia con il metodo utilizzato “che non corrisponde pienamente alle linee Guida Mit (ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ndr) e che quindi rende il risultato dell’analisi non idoneo a costituire validamente il passaggio istruttorio richiesto dal nuovo codice dei contratti pubblici”; si prosegue con “i dati non aggiornati, discordanti con quanto espresso in modo analitico e documentato nei più recenti Quaderni dell’Osservatorio, senza che questa discordanza sia stata in alcun modo motivata”.

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Si affronta il tema dei costi di investimento, partendo da “una stranezza”, ossia che “la tratta considerata è quella Torino-Saint Jean de Maurienne, perché manca qualsiasi riferimento e stima di costo per la tratta da questa località a Lione”.  “Probabilmente” ha osservato il Commissario Foietta  “non c’erano numeri ed elementi utili per la parte degli accessi francesi. Ma allora non capisco perché in questi conti devono rientrare i costi che non sopporta l’Italia, quelli che sopportano i francesi e quelli che sopporta l’Unione Europea. Questo non mi sembra corretto, è la solita insalata russa”.

Scarica: La “Lettura Critica”

“E’ assurdo” ha osservato Foietta  “pensare che questo sia un documento dirimente su scelte pensate. Non si capisce di cosa si parla, si usano, a seconda delle convenienza parametri di riferimento diversi. I numeri non tornano. Se questa è un’analisi terza ed ineccepibile, mi sembra proprio si stia ragionando sull’assurdo”.

Cosa Foietta pensa di Ponti

Nel suo “ultimo giorno di scuola” come lui stesso lo ha definito, Paolo Foietta chiarisce che l’obiettivo delle critiche non è la persona del professor Ponti: “è un personaggio che trovo anche simpatico dal punto di vista personale. E’ uno, come me, che non ha peli sulla lingua; che dice quello che pensa; dopodiché il problema non è Ponti, ma quello che pensa il professor Ponti. La sua, infatti, è una teoria assolutamente legittima, che va bene discutere in sede universitaria, ma che se fosse applicata dallo Stato italiano , nella modalità definita in questa analisi, costituirebbe la fine del trasporto ferroviario delle merci in Italia”.

E nella sua ultima conferenza stampa da Commissario non manca anche qualche ironia nei confronti del ministro Toninelli : “dire ‘chi se ne frega di andare a Lione’ è come quelli che dicono che da Milano nessuno va a Rogoredo, peccato che tutti i treni che vanno a Roma passino da Rogoredo. Il ministro Toninelli dovrebbe ripassare la geografia e viaggiare un po’ di più. Tutte le merci che vanno nell’occidente d’Europa – ha aggiunto – che valgono in termini di interscambio 205 miliardi di euro all’anno, passano per Lione e passeranno per Lione. Oggi passano per Ventimiglia, ma sappiamo tutti che quello è un valico che ha migliaia di problemi e che, soprattutto i francesi, avrebbero idee diverse di come utilizzare la Costa Azzurra piuttosto che farne un corridoio infrastrutturale”.

E concludendo con la presentazione di questo documento l’attività di Commissario Straordinario di Governo, Paolo Foietta, sottolinea, infine, ancora una volta, “lo spirito di leale collaborazione“ con cui è stato prodotto e ribadisce “la piena disponibilità, anche dopo la fine del mio mandato, al confronto ed alla discussione di merito su tutti gli argomenti trattati”.

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