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Le imprese rosa generano 3 milioni di posti di lavoro, ma sono meno longeve

Un “motore rosa” che genera occupazione per oltre 3 milioni di addetti. Sono le aziende guidate da donne spesso più motivate degli uomini perché spinte dalla opportunità più che dalla necessità. Tra l’altroquelle giovanili, con a capo una donna under 35, incidono di più rispetto alle maschili (12,4% contro 8,6% sul totale dell’economia) ma “vivono” meno anni rispetto alle maschili (2,3). Esattamente il contrario di ciò che accade in demografia, dove le donne hanno una speranza di vita di ben 4,5 anni superiore a quella degli uomini.

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In Italia a fine 2018 le imprese guidate da donne sono oltre 1,3 milioni, in aumento del 2,7% da cinque anni fa e danno lavoro a 3 milioni di addetti. È l’evoluzione dell’imprenditoria femminile tracciata dallo studio Donne Motore della Ripresa da Terziario Donna Confcommercio e Unioncamere. Lo studio individua ancora grandi spazi da colmare per l’imprenditorialità femminile: le donne sono 105 ogni 100 uomini nella popolazione, ma abbiamo 72 occupate per 100 occupati, 45 donne titolari o socie per 100 maschi e infine solo 28 imprese femminili per 100 maschili. E se le potenziali imprenditrici diventassero effettive, lo studio stima che genererebbero un miliardo in più di consumi rispetto all’analogo caso per gli uomini, visto che hanno un più elevato effetto moltiplicativo. Tra le imprese femminili, quelle giovanili (under 35) incidono di più, 12,4% contro 8,6% per il totale economia. Ma le imprese femminili “vivono” anche meno anni rispetto a quelle maschili (2,3 anni in meno del totale dell’economia) perché incontrano più ostacoli.

«Possiamo dire che non solo riteniamo che la donna possa essere il motore della ripresa ma che lo è anche per l’economia visto che rappresenta un volano anche dei consumi superiore rispetto agli uomini», è il commento di Patrizia Di Dio, presidente di Terziario Donna Confcommercio durante il convegno «al centro dell’Europa di domani». «Non è solo una questione di equità ma anche di prosperità e benessere», osserva. «L’impresa al femminile continua a diffondersi nel nostro Paese e ha un peso sempre più importante nella nostra economia», sottolinea Tiziana Pompei, vice segretario generale di Unioncamere, affermando che le donne imprenditrici portano avanti un modello di sviluppo differente che coniuga competitività ed equità. Lo dimostra una indagine diretta realizzata da Confcommercio-Gruppo Terziario Donna su un campione di 369 imprenditrici e imprenditori del commercio, del turismo e dei servizi che ha consentito di approfondire le motivazioni alla base del fare impresa. Dall’indagine emerge come la spinta a intraprendere per le donne sia dettata più da opportunità che da necessità. Il 47% delle donne che fanno impresa nel terziario sono spinte dal desiderio di valorizzare le proprie competenze e puntano al successo personale più che economico contro il 38% degli uomini. Il 14% delle imprenditrici soffre la conciliazione lavoro e famiglia e il 55% investe nella relazione con i clienti. Il 52% delle donne a capo di un’impresa dichiara di avere a cuore il benessere dei dipendenti

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