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L’economia mondiale rallenta e quella italiana diventa un caso preoccupante

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Le stime di Fmi e Bce sono univoche: la crescita mondiale sta rallentando e l’economia italiana è tra quelle che maggiormente rischiano di pagare lo scotto della frenata.

“L’economia dell’Eurozona vede una crescita più lenta che si sta estendendo nell’anno corrente”, avverte il presidente dell’Eurotower, Mario Draghi, secondo cui tuttavia “le probabilità di una recessione restano basse”.

In questo quadro, aggiunge al termine della riunione del direttivo, “non rappresentano una sorpresa” le nuove ribassate stime fissate dal governo nel Def.

Per l’Italia, incalza il numero uno della banca centrale europea “la priorità è ripristinare la crescita e l’occupazione”, ma “è importante” farlo “senza provocare aumenti dei tassi d’interesse, che avrebbero effetto depressivo”.

“Controllate il debito pubblico”

Una preoccupazione, quella per l’aumento dello spread, che il Fondo monetario internazionale fa propria e rilancia.

Un rendimento dei titoli di Stato troppo alto per un lungo periodo di tempo “finirebbe per mettere a rischio la crescita, il bilancio e le prospettive delle banche” in Italia, ammonisce il Fiscal monitor pubblicato dall’istituto di Washington.

“Le difficoltà di bilancio in Italia hanno riacceso i timori sul legame tra debito sovrano e settore finanziario” nell’area dell’euro, fa eco il Rapporto sulla stabilità finanziaria globale. Un eventuale calo del “valore dei titoli di Stato”, sottolineano gli economisti dell’Fmi, “potrebbe tradursi in un significativo colpo al capitale di alcune banche” e anche “le compagnie di assicurazione potrebbero finire impigliate” nel problema.

Di qui l’esortazione a mantenere sotto controllo la dinamica del debito pubblico.

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 Fmi fondo monetario internazionale – afp

La necessità di un aggiustamento fiscale “è particolarmente rilevante se gli spread rimangono alti e i bisogni di finanziamento ampi”, si legge nei documenti messi a punto dal Fondo.

“I Paesi ad alto debito devono continuare a rafforzare i cuscinetti di bilancio”, fa sapere Draghi. Che comunque ribadisce come gli strumenti a disposizione della Bce per far fronte al variare delle condizioni siano “tanti” e la Bce è pronta a “usarli tutti”.

Non è dunque questo il momento di cambiare l’orientamento della politica monetaria. Piuttosto, osserva Draghi, la Bce si concentrerà ora sui meccanismi di trasmissione degli stimoli all’economia reale.

I dettagli sulla nuova serie di Tltro, le operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine delle banche, saranno “comunicati nella prossima riunione”. Contemporaneamente l’Eurotower sta valutando “se mantenere i tassi negativi”, necessari per l’economia, non “richieda una mitigazione dei loro effetti collaterali, se ce ne sono, sull’intermediazione bancaria”. Perché anche la redditività delle banche è cruciale per mantenere un sano flusso di credito per imprese e famiglie.

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