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Lega a difesa del Made in Italy. Via il marchio per chi porta la produzione all’estero

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Un registro dei marchi storici, con più di 50 anni di ‘anzianità’, al ministero dello Sviluppo economico come strumento contro le delocalizzazioni all’estero. Lo propone la Lega in un disegno di legge di cui è primo firmatario il capogruppo del partito alla Camera, Riccardo Molinari. L’idea – è stato spiegato, in conferenza stampa a Montecitorio – è di fare in modo che il marchio “diventi proprietà dello Stato” nel caso in cui, come avvenuto con la Pernigotti, l’azienda sia rilevata da un gruppo estero che proceda allo spostamento della produzione fuori dall’Italia.     

“Spero che strumento di difesa del made in Italy e della aziende italiane”, ha affermato il ministro dell’Interno, in conferenza stampa con Molinari, e la presidente della commissione Attività produttive, Barbara Saltamartini. “Sia il premier Conte che Di Maio sulla Pernigotti hanno fatto possibile e l’impossibile”, ha detto. “Vogliamo difendere con le unghie e coi denti le aziende italiane. Se vuoi farti il cioccolato in Turchia metti made in Turkey”, ha aggiunto, ricordando poi la “battaglia della Lega per etichettatura obbligatoria in Ue che va vanti da da dieci anni”. “Ci sono regole europee che vantaggiano i grandi e danneggiano i piccoli”, ha sostenuto. “È troppo tardi per la tutela dei marchi italiani? Sì, è troppo tardi – ha riconosciuto – ma noi siamo al governo da giugno. È stato fatto un enorme shopping sulle aziende italiane senza che i governi di sinistra battessero ciglio”. 

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