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Lo scontro fra Tria e il M5s sulle nomine in Bankitalia 

Lo scontro fra Tria e il M5s sulle nomine in Bankitalia 

JOHN THYS / AFP
 

 Giovanni Tria

“Bisogna dare un segnale, serve una svolta”. Con questa posizione Luigi Di Maio e altri ministri del Movimento 5 stelle – apprende l’AGI – hanno introdotto l’argomento ‘Bankitalia’ giovedì durante la riunione, prolungatasi fino a mezzanotte e mezza, del Consiglio dei ministri.

La discussione sul tema è durata più di un’ora, nell’ambito di un Consiglio dei ministri di circa due ore. Da una parte gli esponenti pentastellati, dall’altra il ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Il motivo del confronto: la conferma del vicedirettore generale dell’istituto, Luigi Federico Signorini. Il Consiglio superiore della Banca d’Italia ha già avanzato nei giorni scorsi la proposta di confermare Signorini, in scadenza a fine mese. Ma, per il via libera, serve una deliberazione del Consiglio dei ministri che può recepire l’indicazione e dare semaforo verde, oppure opporsi.

Il M5s vuole cambiare pagina

Per il Movimento 5 stelle quello di Signorini – questa la posizione avanzata nel Consiglio dei ministri di ieri – non è un nome adeguato: è necessario cambiare pagina. Pesano nelle considerazioni del M5s – viene riferito – anche le posizioni espresse dal governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, che, nel suo intervento al Congresso Assiom Forex, nei giorni scorsi, ha lamentato come “l’incertezza sulla politica di bilancio non si sia dissipata”.

Di Maio e gli altri ministri 5 stelle hanno fatto presente a Tria che occorre smarcarsi dal passato e aprire una fase nuova, anche in Bankitalia. Ma il responsabile di via XX settembre avrebbe spiegato al vicepremier M5s che il governo non può permettersi ingerenze nei confronti dell’istituto sulle nomine. Tesi respinta al mittente dai pentastellati, secondo i quali la legge lo consentirebbe. Durante la discussione sarebbe intervenuto anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il quale avrebbe fatto sponda con il ministro dell’Economia su questo punto.

Conte è stanco della campagna elettorale

Nel concitato Consiglio dei ministri di ieri sera ci sarebbero state altre discussioni su temi da giorni sul tavolo. A partire dalla Tav: M5s non avrebbe gradito la presa di posizione di Tria sulla necessità di andare avanti sulle grandi opere mentre nella Lega attendono ancora l’analisi costi-benefici commissionata dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. Altri nodi spinosi, il caso della posizione italiana sul Venezuela e la ‘querelle’ nata con la Francia.

Al Consiglio dei ministri non era presente il vicepremier leghista, Matteo Salvini, impegnato in Abruzzo per la fine della campagna elettorale. Il premier Conte, secondo quanto si apprende, avrebbe sottolineato la necessità di tenere il governo e il Paese al di fuori della campagna elettorale.

Sono stati il vicepremier Di Maio e il ministro Fraccaro, secondo quanto si apprende, a porre il tema di Bankitalia durante il Consiglio dei ministri di ieri. Il premier Conte non era a conoscenza della richiesta del Movimento 5 stelle e nel confronto tra gli esponenti pentastellati e il ministro dell’Economia Tria, avrebbe sottolineato la necessità di non cambiare gli equilibri esistenti in Bankitalia. Su questo tema si sarebbe deciso di aggiornare la discussione alla prossima riunione del Consiglio dei ministri.

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One thought on “Lo scontro fra Tria e il M5s sulle nomine in Bankitalia 

  1. ennesima esposta al Ministro Di maio luigi di 5 stelle da parte di una cittadina,mi chiamo incoronata e vi devo esporre per un ennesima volta un forte malcontento per quanto riguarda la legge iniqua che voi avete fatto,per quanto riguarda il reddito di cittadinanza per i giovani,una legge che iniqua ingiusta che continua a penalizzarci noi giovani,non solo ci hanno rovinato i vecchi partiti tradizionli con la loro sporca politica ma anche voi state continuando a rovinarci i giovani la legge che voi avete fatto per i giovani per il reddito di cittadinanza dice che i genitori che superano un reddito di novemila euro non può avere il reddito di cittadinanza e tagliata fuori, quindi anche se c’è in casa un figlio disoccupato oppure una figlia disoccupata voi il reddito non lo date lo darete solo a dieci milioni di italiani come giovani,quindi parliamo del mio caso ho 46 anni vivo con i miei genitori,perchè ne ho diversi titoli di studio ma qui non c’è lavoro arrangio è mi aiutano i miei genitori,certo che in queste condizioni non posso crearmi famiglia,la dignità di una casa,i miei genitori hanno lavorato una vita insieme oggi prendono una pensione lavorativa mio padre 800.000 euro mia madre 800.000 di pensione,lavorando insieme con sacrifici hanno comprato una casa dove viviamo dentro,mio padre ha fatto l’isee ma il gaf ci ha detto che in base al reddito di novemila euro dei miei genitori sono tagliata fuori dal reddito di cittadinanza anche se ne ho bisogno di un aiuto economico per poi essere inserita nel lavoro,quindi come è la mia situazione chissà quante di quelle situazioni ci sono in italia che pure avendo il bisogno per l’infame della legge che avete fatto sono tagliati fuori,gli stati uniti hanno fatto bene loro lo chiamano reddito di base glielo hanno dato a tutti per aiutarli a farli spendere per poi essere inseriti nel lavoro,voi la vostra legge la dovete modificare sul reddito di cittadinanza a parere mio di cittadina se no non siete il governo di cambiamento ,l’aiuto del reddito di cittadinanza o lo date a tutti o a nessuno e non e obbligatorio che il governo deve dare per forza 780.000 euro a persona ne può dare a parere mio anche 400.000euro a persona e aiutare tutti,qui non ci sono nemmeno investimenti, per il lavoro la legge per il reddito di cittadinanza a parere mio di cittadina va cambiata in questo modo,voi volete l’isee dei genitori ma anche il figlio disoccupato oppure la figlia disoccupata che sta in casa vi deve fare l’isee per permettere a tutti di avere il reddito di cittadinanza per i giovani aiutare tutti per poi essere inseriti nel lavoro,e spero che lo fate presto, un ultimo particolare vi voglio esporre per quanto riguarda la legge rca più equa con tariffe uniche soprattutto qui in campania a napoli stiamo aspettando che questa legge voi come governo l’approvate perché soprattutto a napoli,i napoletani non ne possiamo più di pagare tariffe molto pesanti in confronto al nord e soprattutto a napoli l costi del nord italia che sono più economici qui a napoli la situazione è pesantissima con forti imbrogli e truffe delle assicurazioni quindi chiaramente il lavoro non c’è e la maggior parte dei napoletani cammina senza poliza quindi occorre al più presto possibile che questa legge su rca più equa con tariffe uniche possa diventare legge al più presto possibile,sarà un pesante sollievo soprattutto per i napoletani questa legge al più presto possibile

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