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Economia

L’occupazione torna a crescere, ma sono solo partite Iva e lavoretti

 

Gli occupati a tempo indeterminato, la vera scommessa delle politiche del governo con il decreto dignità e gli incentivi sulle stabilizzazioni di under35, sono al palo

di Claudio Tucci

29 novembre 2019

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1′ di lettura

Dopo tre mesi di frenata, l’occupazione, a ottobre, torna a salire: +46mila unità, rispetto a settembre. L’aumento è quasi interamente dovuto al balzo dei lavoratori autonomi (+38mila partite Iva in più sul mese) e da una ripresa dei contratti a termine, legati probabilmente alla stagionalità del periodo. Gli occupati

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a tempo indeterminato, la vera scommessa delle politiche del governo con il decreto dignità e gli incentivi sulle stabilizzazioni di under35, sono al palo.

Giovani in chiaro scuro
La fotografia sul mercato del lavoro appena scattata dall’Istat, dati provvisori relativi ad ottobre 2019, conferma una sostanziale difficoltà per i giovani. Se è vero che il tasso di disoccupazione degli under25 è sceso al 27,8 per cento, è altrettanto vero che per i ragazzi tutto ciò non si sta traducendo in più occupati. Sul mese infatti nella fascia fino a 35 anni, cioè quella a cui guarda anche l’incentivo in vigore, si sono registrati 3mila occupati in meno.

Disoccupati in calo, inattivi su
Un altro dato che vale la pena evidenziare è il nuovo calo della disoccupazione, il cui tasso è sceso al 9,7 per cento. Vale a dire ci sono 44mila persone in cerca di un impiego in meno. In parte queste persone hanno trovato una occupazione autonoma o precaria. In altra parte hanno innalzato le file degli inattivi, cresciuti, sempre sul mese, di 25mila unità. Sull’anno i dati sono un po’ migliori, seppur in contrazione. Gli occupati salgono di 217mila unità, trainati dai dipendenti. I disoccupati sono scesi di 269mila unità.

 

 

 

 

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