Prima Pagina>Economia>L’Ue boccia la Fornero: l’austerità crea problemi alle aspettative di vita degli Italiani
Economia

L’Ue boccia la Fornero: l’austerità crea problemi alle aspettative di vita degli Italiani

A sorpresa il report di Bruxelles sulle pensioni dà ragione a chi vuole ammorbidire la questione: netta bocciatura della riforma. L’invito ad “affrontare gli effetti collaterali negativi delle riforme pensionistiche all’insegna dell’ austerità”

Il Pensions Adequacy Report 2018 dà ragione al popolo italiano, che sulla legge Fornero ha sempre avuto una pessima opinione

Pensioni e aspettative di vita. L’adeguamento automatico dell’età pensionabile legato alle aspettative di vita in Italia fa acqua da tutte le parti. Il rapporto, riporta il Giornale, è critico nei confronti delle pensioni italiane perché costano tanto senza risolvere problemi fondamentali come per esempio il rischio per i lavoratori precari, le lavoratrici e chi ha carriere discontinue. Inoltre osserva come “l’inasprimento estremamente rapido dei requisiti per la pensione” delle riforme adottate tra il 2009 e il 2011 abbia provocato l’effetto “anziani dentro, giovani fuori” con “un milione di lavoratori anziani” tra i 50 e i 64 anni in più contemporaneamente a una “riduzione di giovani lavoratori di 0,9 milioni” tra i 15 e i 34 anni, tra il 2008 e il 2013. Insomma, più disoccupazione giovanile, più occupati anziani e, qui sta il paradosso, anche un maggior numero di over 50 disoccupati: da 130 mila a 500 mila,  lavoratori che in altri tempi sarebbero stati pensionati e adesso non hanno accesso né all’assegno Inps né al lavoro.

Quindi quella che era stata presentata come la soluzione ai problemi storici della previdenza italiana, ossia la stretta sulle pensioni che ha salvato i conti pubblici, ha creato in realtà parecchi problemi agli italiani. Per la Commissione, “il notevole e rapido aumento dell’età pensionabile dal 2010 ha fatto emergere problemi sia sulla durata del pensionamento sia sull’interazione tra durata attesa della vita lavorativa e la performance del mercato del lavoro oltreché dello sviluppo dei servizi”. Per questo l’esecutivo europeo chiede misure per “migliorare la capacità di assorbimento del mercato del lavoro italiano”.

	  CGIL CISL UIL - in piazza Matteotti contro la legge Fornero; (SergioAgazzi, Bergamo - 2016-04-02

L’Ue ha cambiato idea. Nella prima decade di marzo l’Ue aveva avvertito il leader della Lega Salvini: “guai a toccare la legge Fornero”. “La sostenibilità di lungo termine” del debito pubblico italiano, “assicurata dalle riforme delle pensioni fatte in passato, si sta lentamente deteriorando“, aveva detto l’Esecutivo comunitario nel suo rapporto specifico per l’Italia del “pacchetto d’inverno” per il semestre europeo del 2018, tanto che l’indicatore del rischio della Commissione europea era passato da “basso” a “medio”. Tradotto per chi aveva fatto promesse elettorali ben chiare, “la legge Fornero non va toccata, a meno di non voler peggiorare il quadro”. A poco più di un mese di distanza, l’Unione Europea cambia rotta e chiede misure per “migliorare la capacità di assorbimento del mercato del lavoro italiano” riconoscendo al governo Renzi l’introduzione di alcune misure per ammorbidire i requisiti della pensione, spendendo 6 miliardi in tre anni, come l’Ape sociale. Ma non basta: secondo il rapporto, “i requisiti di ammissione troppo rigidi” rischiano di fare respingere una percentuale di richieste di pensione anticipata intorno al 35 per cento, ossia 13mila su 39mila 777. Insomma, l’Ue senza tanti giri di parole adesso invita l’Italia ad “affrontare gli effetti collaterali negativi delle riforme pensionistiche all’insegna dell’austerità”.

Se guardiamo il quadro generale, il sistema italiano “svolge efficacemente la funzione di mantenimento del reddito”. Significa che le pensioni, in rapporto agli ultimi stipendi, sono alte, anche se quelle delle donne restano più basse.

Il sistema però non protegge dalla povertà. “Anche se in Italia gli anziani sono relativamente in condizioni migliori rispetto ai giovani”, il Paese resta “sotto la media europea per tasso di deprivazione materiale degli ultra 65enni”, situazione peggiorata con la crisi del 2008: “Gli anziani a rischio di povertà ed esclusione sociale erano il 23,9% contro il 18,3% nella Ue”.

Rispondi