Credito d’imposta al 30% con pagamenti con forme tracciabili
Intanto il provvedimento è ancora all’esame della Commissione. Sì al credito d’imposta del 30% per chi accetta pagamenti elettronici non solo con carte di credito, di debito o prepagate ma anche con altre forme di pagamento tracciabile come quelle effettuate con i cellulari o smartphone. Con un altro emendamento dei relatori, per artigiani e commercianti che accettano pagamenti con le carte di credito non sarà più necessario adempiere agli obblighi fiscali, come la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica. Con l’introduzione della misura, si spiega nella relazione illustrativa, si punta a «semplificare gli adempimenti degli esercenti e di consentire l’utilizzo di un unico strumento tecnologico».

Meno multe a chi non paga tasse locali e si ravvede
Imu, Tasi o Tari per chi sbaglia arriva la possibilità di ravvedersi e beneficiare delle sanzioni ultrascontate. È quanto prevede un emendamento della Lega di Alberto Guameroli (Lega) approvato in commissione finanze alla Camera al Dl fiscale collegato alla manovra che estende ai tributi locali l’istituto del ravvedimento operoso, con sanzioni ultraridotte. Nel merito, il correttivo consente il ravvedimento degli omessi versamenti dei tributi locali anche oltre la data di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui viene commessa la violazione, senza prevedere una scadenza predeterminata. Resta confermata, come impedimento al ravvedimento operoso, l’avvenuta notifica al contribuente del provvedimento impositivo finale.

Via libera a riservatezza fatture servizi segreti
La commissione Finanze della Camera ha approvato l’emendamento del governo all’articolo 14 del dl fiscale per escludere le fatture elettroniche emesse ai servizi di sicurezza da quelle per le quali sono previsti particolari obblighi di conservazione, come quello che prevede vengano memorizzate per almeno otto anni. L’obiettivo è tutelare la riservatezza delle attività dei servizi segreti.

Assunzioni al Mef e in agenzia
Spunta un emendamento per assegnare al Mef risorse per aumentare i trattamenti economici per i “capi” del ministero, autorizzare nuove assunzioni all’Agenzia delle Entrate e delle Dogane e creare alla Ragioneria generale dello Stato un nuovo ufficio di ispettori sull’andamento del bilancio pubblico. Parte del Governo – secondo quanto anticipato dall’agenzia di stampa Public Policy – vorrebbe depositarlo al decreto fiscale, ma sul contenuto della proposta non c’è condivisione all’interno della maggioranza in quanto, fanno notare alcune fonti parlamentari, i ministeri sono da tempo soggetti alla spending review. Dunque, per ora, il testo rimane in sospeso.

Il correttivo
La proposta prevede ulteriori risorse per aumentare gli stipendi dei vertici e funzionari del ministero dell’Economia (in particolare il capo di gabinetto, il suo vice, il capo dell’ufficio di coordinamento legislativo, il capo della segreteria del ministro, il segretario particolare, i funzionari in regime di diretta collaborazione e gli altri dipendenti a tempo). In generale, l’emendamento prevede un aumento di 200mila euro per il 2019 e 1,2 milioni di euro per il 2020. Per il personale di diretta collaborazione, inoltre, è previsto uno stanziamento di 200mila euro per il triennio 2019-2021 e un milione a partire dal 2022. Per quanto riguarda la Ragioneria, l’emendamento in questione ripropone una misura che il Governo ha già tentato di approvare con il Dl Ministeri, ma che durante l’esame al Senato era stata ritirata. La norma prevede la creazione di un nuovo ufficio per il monitoraggio e la vigilanza della spesa pubblica con 2 dirigenti e 20 ispettori, che saranno selezionati con un concorso ad hoc. Non solo, altri due dirigenti andranno al Dipartimento delle finanze e uno al Dipartimento del Tesoro. «Il governo delle tasse sulla plastica e sullo zucchero è pronto a portare una proposta per lo stanziamento di risorse per aumentare gli stipendi dei vertici e dei funzionari del ministero dell’Economia», attacca il deputato della Lega Massimo Garavaglia, ex viceministro all’Economia e finanze.

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