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Economia

Manovra, restyling da almeno 3 miliardi

Serviziola partita sui correttivi

I soli ritocchi presentati dal Governo e dai relatori approvati in Commissione al Senato pesano per 2,6-2,8 miliardi di euro

di Marco Mobili e Marco Rogari

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16 dicembre 2019


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3′ di lettura

Un restyling della manovra da non meno di 3 miliardi per il 2020. È quello

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operato dal Senato nel corso della lunga e lenta navigazione del provvedimento in commissione Bilancio, culminata nella maratona notturna di 14 ore nella notte tra mercoledì e giovedì. Solo il conto dei principali ritocchi e sub-emendamenti di governo e relatori (plastic, sugar e Robin tax in primis insieme alle auto aziendali) si aggirerebbe attorno ai 2,6-2,8 miliardi. Vanno poi aggiunti gli altri correttivi dell’esecutivo e degli stessi relatori e gli emendamenti parlamentari approvati. Ed è su questo mare magnum di macro e micro modifiche che la Ragioneria generale ha posato la sua lente e anche ha continuato il suo lavoro per verificare la solidità delle coperture e “ottimizzare” il maxi-emendamento finale. Che sarà votato con la “fiducia” dall’Assemblea di Palazzo Madama.

A creare i problemi maggiori sarebbero la formulazione di una parte dell’emendamento sui prepensionamenti di giornalisti e poligrafici, le modifiche sul coinvolgimento dei nuovi medici per le verifiche Inps sulle invalidità e alcuni micro-ritocchi, che da soli valgono in tutto circa 50 milioni.

Ma al vaglio dei tecnici e degli esperti di Palazzo Chigi e del Senato sono anche i correttivi di natura esclusivamente “ordinamentale”, e quindi non compatibili con la sessione di bilancio, che, in alcuni casi, potrebbero anche essere “esclusi” dalla stessa presidenza di Palazzo Madama dalla versione finale del maxi-emendamento. Tra le modifiche su cui aleggia lo spettro dello stralcio c’è la Tobin tax sul trading. A rischio anche quella sulla cannabis light (ma pare non più di tanto) e sullo stop alle indennità dei dirigenti pubblici nei casi di mancata trasparenza.

L’opposizione si prepara a un duro attacco già durante le dichiarazioni di voto a Palazzo Madama. Ma è soprattutto nel passaggio alla Camera che la protesta è destinata a salire. Anche perché, visti i tempi ormai strettissimi per scongiurare il rischio di esercizio provvisorio, il testo arriverà a Montecitorio praticamente blindato. Ed è soprattutto sul nodo tempi che il Quirinale ha fatto filtrare le sue preoccupazioni.

Un testo con cui tornano, dal 2020, gli sconti fiscali sulle tasse dovute per i prodotti sulle trivelli ma limitatamente a quelli più piccoli. Uno dei ritocchi approvati reintroduce una sorta di franchigia ma unicamente sulle concessioni di coltivazione con una produzione annua inferiore o pari a 10 milioni di Smc di gas in terraferma e con una produzione inferiore o pari a 30 milioni di Smc gas in mare.

 

 

 

 

 

 

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