Prima Pagina>Economia>Massimo Banzi ha parlato di Industria 4.0, blockchain e startup 
Economia

Massimo Banzi ha parlato di Industria 4.0, blockchain e startup 

industria 40 governo

Mimmo Frassineti / AGF 

Massimo Banzi

E’ stato un errore non rinnovare il piano Industria 4.0 secondo Massimo Banzi, l’inventore di Arduino, la più famosa piattaforma di hardware e software open-source. Banzi, che nel mondo degli sviluppatori e dei programmatori è considerato un vero e proprio guru, ne ha parlato con i giornalisti a margine di un evento nella sede milanese di Sorgenia.

E si è detto scettico su come l’attuale Governo promuove l’innovazione: “Io non vivo in Italia, vivo in Svizzera da dieci anni – ha spiegato – ma quando mi è capitato di avere a che fare con l’Italia mi è sembrato che il governo precedente avesse fatto delle cose molto positive con Industria 4.0”, il piano ideato dall’ex ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda.

“Ho avuto anche un paio di incontri con lui e l’idea che il suo team aveva di come costruire i centri di competenza era secondo me una strategia che aveva molto senso, perché era calata su come è fatta l’Italia, infatti si sono visti i risultati positivi”. Con il nuovo corso invece, l’atteggiamento è diverso: “Dicono ‘facciamo la blockchain’, sparano delle keywords per far vedere che siamo di moda” ma sono pochi quelli che poi “si mettono lì davvero a realizzarle”.

Quasi paura suscita invece “il concetto dello Stato investitore che usa i soldi delle famiglie per investire nelle startup…”. L’esperto di tecnologia si è detto profondamente diffidente anche nei confronti delle offerte fatte alla sua azienda: “Non voglio mai i finanziamenti, preferisco i progetti europei. Non bisogna dimenticare che ti finanzia in qualche maniera ti controlla”.

Secondo Banzi il futuro dei software è l’intelligenza artificiale applicata alle pmi: “Se l’AI è in mano solo alle grosse aziende o ai Governi c’è disparità, è giusto che tutti sappiano o possano sapere come funzionano”. E sarà proprio questo il futuro di Arduino, la sua azienda che conta 80 sviluppatori interni nel mondo e migliaia di contributori che agevolano la diffusione della cultura digitale anche a realtà molto piccole. 

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it.
Se invece volete rivelare informazioni su questa o altre storie, potete scriverci su Italialeaks, piattaforma progettata per contattare la nostra redazione in modo completamente anonimo.

Rispondi