Nei prossimi due mesi vietato licenziare
Per i prossimi due mesi le aziende non potranno licenziare sulla base del “giustificato motivo oggettivo” (crollo ordini, chisura di un reparto per casi di contagio eccetera).

Estesa cassa integrazione in deroga
La cassa integrazione in deroga con una dote di 3,2 miliardi è estesa a tutti i settori del privato, compreso quello agricolo e della pesca. I trattamenti di integrazione salariale coprono la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa fino a nove settimane per i dipendenti già in forza al 23 febbraio. Sono previste procedure semplificate in deroga ai limiti della normativa vigente. Si rafforza il fondo di integrazione salariale:l’assegno ordinario è esteso alle aziende che occupano in media da 5 a 15 dipendenti, con una deroga al limite di utilizzo.

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A marzo premio 100 euro a chi lavora in sede
È previsto poi un premio di 100 euro per il mese di marzo 2020 ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che abbiano continuato a lavorare nella sede di lavoro. Il premio spetta a chi guadagni non più di 40mila euro l’anno ed è esentasse. Viene rapportato ai giorni di lavoro in sede e viene dato in via automatica dal datore di lavoro, se possibile nella busta paga di aprile o comunque entro il conguaglio di fine anno.

Stando alle stime della relazione tecnica al provvedimento, sono 8,8 milioni gli italiani che potrebbero ricevere il premio di 100 euro mensili. Viene ipotizzato che a ricevere il premio sarà il 15% dei lavoratori pubblici e il 50% di quelli privati a svolgere attività in sede. L’onere previsto è di 880,5 milioni.

Sospensione versamenti fiscali
Il decreto Cura Italia prevede che tutti gli adempimenti fiscali e contributivi che sono scaduti il 16 marzo vengano sospesi. L’appuntamento è stato rinviato al 20 marzo. Fanno eccezione imprese, autonomi e professionisti che sono sotto i due milioni di ricavi. Per loro l’appuntamento alla cassa per saldare le ritenute, l’Iva annuale e mensile, i contributi previdenziali e quelli Inail è rinviato al 31 maggio.

Con pagamento in unica soluzione o comunque rateizzabile in cinque rate. Il decreto rinvia poi al 30 giugno anche tutti gli adempimenti tributari, diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che ricadono dall’8 marzo al 31 maggio 2020.

È il caso, ad esempio, della dichiarazione annuale Iva. Restano esclusi dal rinvio le comunicazioni dei dati relativi al 730 precompilato come quelle degli oneri detraibili in scadenza il 31 marzo.

Bloccati gli atti del Fisco e della riscossione
Il provvedimento sospende tutti i termini dei versamenti che scadono nel periodo dall’8 marzo al 31 maggio 2020, legati alle cartelle esattoriali, agli avvisi di accertamento esecutivi delle Entrate, delle Dogane e dei Monopoli, fino agli avvisi di addebito emessi dagli enti previdenziali. I versamenti andranno effettuati in un’unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione, ossia entro il 30 giugno del 2020.

Bonus autonomi da 600 euro
Il decreto Cura Italia riconosce un bonus da 600 euro ai professionisti con partita Iva attiva al 23 febbraio scorso e ai collaboratori, così come ai lavoratori iscritti alla gestione separata Inps. Un’indennità che sarà una tantum ed esente da Irpef. Il bonus spetta solo nel 2020. Se l’Inps nel monitorare le richieste pervenute dovesse registrare uno sforamento del tetto di spesa (170 milioni), allora non potranno «essere adottati altri provvedimenti concessori».

Credito di imposta per autonomi su canoni d’affitto
Per i lavoratori autonomi, soprattutto artigiani e commercianti, arriva nel mese di marzo 2020 un credito di imposta del 60% dell’ammontare del canone di affitto di negozi e botteghe (immobili della categoria C/1).

Stop mutuo per partite Iva
Arriva la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa per le partite Iva che come conseguenza della crisi autocertifichino di aver perso in un trimestre successivo al 21 febbraio 2010 oltre il 33% del proprio fatturato rispetto all’ultimo trimestre 2019. La misura, che sarà in vigore per nove mesi come estensione di quanto già prevede il Fondo Gasparrini, non prevede obbligo di presentare l’Isee e sarà finanziata con 500 milioni.

Sussidi per turismo, spettacolo e cultura
Il provvedimento prevede sussidi immediati per i settori più colpiti come turismo, spettacolo e cultura. In particolare, le disposizioni sul rimborso o il riconoscimento di un voucher da consumare entro l’anno, introdotte dal decreto 9/2019, sono estese anche ai contratti di soggiorno (prima erano valide solo per titoli di viaggio e pacchetti turistici). È stabilito il diritto a un voucher di pari importo, da utilizzare entro un anno dall’emissione, anche per biglietti relativi a manifestazioni, spettacoli vari inclusi cinema e teatro o relativi a musei e luoghi culturali. Il decreto istituisce un fondo da 130 milioni a sostegno dei settori dello spettacolo, del cinema e dell’audiovisivo.

Tassisti
Nel provvedimento vengono stanziati due milioni per finanziare le spese sostenute dai tassisti che installano paratie divisorie tra il posto guida e i sedili riservati alla clientela.

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Agricoltura e pesca
Arriva un fondo da 100 milioni a sostegno dell’agricoltura e della pesca. Dovrà coprire i costi sostenuti per interessi maturati negli ultimi due anni sui mutui.

MISURE PER LE IMPRESE

Fondo di garanzia
La parte relativa alle garanzie pubbliche per i prestiti alle imprese è tra le più corpose del provvedimento. Le modifiche relative al Fondo centrale Pmi dureranno nove mesi e si applicheranno anche ad agricoltura e pesca (l’Ismea contribuirà con 100 milioni). La garanzia sarà a costo zero per tutte le imprese e i professionisti.L’importo massimo garantito per singolo beneficiario viene raddoppiato rispetto alle regole attuali e passa da 2,5 a 5 milioni, nel rispetto delle regole di autorizzazione Ue.

L’estensione a tutte le tipologie di operazioni della copertura massima (80% in garanzia diretta e 90% per controgaranzia dei Confidi) vale solo fino alla concorrenza dell’importo di 1,5 milioni mentre per la parte residua fino al tetto di 5 milioni dovrebbe continuare ad applicarsi quanto disposto dall’attuale modello di rating del Fondo.

Novità anche sui portafogli di finanziamenti: per le imprese danneggiate dalla crisi determinata dall’epidemia (o appartenenti per almeno il 60% a specifici settori colpiti) la quota della tranche junior coperta dal Fondo può essere elevata al 50 per cento.

Per approfondire:
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