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Nella manovra di alleanza Italia – Cina, la “manina” dello sgarbo è quella di Paola Egonu…

Italia e Cina, attraverso il ministro Tria, continuano a tessere relazioni e collaborazioni economiche, ma nello sport ogni alleanza è messa da parte: così le azzurre del volley conquistano una storica finale mondiale a spese delle cinesi

In attesa di capire il destino di una manovra travagliata, il governo italiano raccoglie i frutti del viaggio in Cina del ministro dell’economia, Giovanni Tria, dello scorso agosto. E a beneficiarne saranno i settori produttivi dell’economia italiana, grazie ad un incontro che il ministro ha avuto ieri a Milano con Tu Guangshao, numero due della China Investment Corporation, il più grande fondo sovrano del mondo. Un ente di natura pubblica, dotato di una potenza di fuoco tale da spostare con disinvoltura punti di Pil di un’economia industrializzata.

Un incontro volto non tanto (o forse non solo) ad assicurarsi un salvagente per bilanciare la zavorra del debito pubblico, che rischia di far andare sott’acqua il Belpaese, quanto per approfondire, con una visione lungimirante, il dialogo tra Italia e Cina e aumentare gli investimenti nei settori industriali sui due mercati. In questo, Tria e Tu si sono accordati per dar seguito ad un progetto di un fondo comune italo-cinese, una sorta di partnership volta ad aiutare entrambe le economie statali, che entro fine anno verrà formalizzato in una bozza di accordo che dovrebbe essere firmata all’inizio del 2019. “Con questo accordo, si potrà mettere insieme non solo capitali, ma anche le conoscenze e le analisi per promuovere la cooperazione tra i due Paesi e mettere in moto un’iniziativa comune con ricadute dirette e indirette sul reciproco dialogo” ha dichiarato Tria, consapevole che “l’Italia è una porta d’Europa e questo accordo è essenziale per la conoscenza del mercato europeo” per quella che è la seconda economia mondiale.

Insomma, un’opportunità messa a disposizione soprattutto delle aziende italiane, con l’obiettivo di fortificare l’alleanza e la collaborazione tra i due paesi. Che intanto, però, si sono trovati a confrontarsi su un altro terreno, quello sportivo dei campionati mondiali di volley, che sono in corso in Giappone. Le azzurre della pallavolo l’hanno spuntata in semifinale a Yokohama contro le campionesse olimpiche cinesi, conquistando la seconda finale mondiale della loro storia, che giocheranno domani, 20 ottobre, alle 14,30 contro le campionesse europee in carica della Serbia (che a loro volto hanno sconfitto l’Olanda in semifinale e che nel 2016 a Rio de Janeiro furono sconfitte in finale proprio dalla Cina). Grande protagonista della sfida la schiacciatrice italiana Paola Egonu, autentica trascinatrice delle azzurre con oltre 30 punti messi a referto. Vince lei il duello stellare con l’altra fuoriclasse, la cinese Zhu, che comunque ha mostrato tutto il suo talento facendo soffrire la difesa italiana dal primo all’ultimo set. E sempre lei, la Egonu, ci ha messo la “manina” finale, la schiacciata vincente al tie-break, che ha permesso all’Italia di vincere il match per 3-2. Un piccolo sgarbo alle alleate cinesi da parte dell’Italia che, in attesa di far ripartire la sua economia, intanto vola con le ragazze del volley.

 

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