Prima Pagina>Economia>Ok agli incentivi per le Zone economiche speciali, ma c’è già il nodo risorse
Economia

Ok agli incentivi per le Zone economiche speciali, ma c’è già il nodo risorse

ServizioMEZZOGIORNO

Si sbloccheranno il 25 settembre le agevolazioni per gli investimenti nelle zone economiche speciali, con il codice tributo dell’agenzia delle Entrate che metterà fine a un’estenuante attesa burocratica

di Carmine Fotina

2 agosto 2019


Zone economiche speciali: cosa prevede il decreto Sud

2′ di lettura

Si chiamano Zone economiche speciali, piccole «enclave» che nelle aree industriali intorno ai porti dovranno ospitare nuovi investimenti produttive e nella logistica.

GUARDA IL VIDEO – Zone economiche speciali: cosa prevede il decreto Sud

L’idea è garantire alle imprese zero burocrazia o quasi. Ma sono diventate a modo loro un esempio delle complicazioni amministrative. Oltre due anni dopo il decreto legge che ha introdotto per le Regioni la possibilità di istituire le Zes – il Dl Mezzogiorno del 2017 – solo dal prossimo 25 settembre le imprese che hanno già avviato investimenti potranno ufficialmente far scattare l’iter con l’agenzia delle Entrate, a valle di una comunicazione sul regime dell’aiuto di Stato che il ministero del Sud invierà a Bruxelles.

Ma non è finita qui. Perché sempre il ministero invierà un quesito alla Commissione per ottenere l’ampliamento dei settori incentivabili anche alla logistica. Le complicazioni amministrative, già emerse dalla fine del 2017 e poi nel 2018, si sommano alle lentezze con cui le singole Regioni devono procedere, di intesa con le relative Authority portuali, a istituire le rispettive zone speciali. Lentezze che non saranno a costo zero, perché chi è partito prima avrà una sorta di priorità nell’accesso ai benefici fiscali.

Sono sole tre le zone già istituite (Campania, Calabria e Zes Ionica Puglia-Basilicata), andranno in coda quelle che non hanno completato le procedure: Abruzzo, Sardegna (teoricamente possibili due zone), Adriatica (Foggia-Molise). In Sicilia manca l’accordo su quante (possibili due) e quali zone mandare avanti. Quando poi a fine anno il regime sarà ampliato al Centro-Nord – ma su questo punto già affiorano la contrarietà di diversi parlamentari meridionali – si potrebbe superare le dieci zone. È comunque probabile che i 250 milioni non bastino a coprire tutti gli investimenti già partiti, bisognerà quindi rifinanziare la misura per non rischiare il flop.

Fonte

Rispondi