
Come dovrebbero funzionare?
I dettagli sono ancora da definire, ma l’ipotesi è quella di un sostegno in caso di un calo significativo del reddito, ad esempio intorno al 30%, da documentare. Ma la misura non deve avere un carattere solo assistenziale: parte del sostegno è pensato come politica attiva del lavoro, per finanziare la formazione e la riconversione del professionista in difficoltà verso nuove attività.
Quali altre coperture sono necessarie in termini di welfare per gli autonomi?
Occorre spingere sull’assistenza sanitaria integrativa per questo mondo che ormai comprende oltre 1,4 milioni di lavoratori. A differenza dei lavoratori dipendenti, per noi ancora non esistono incentivi fiscali in grado di promuovere davvero le coperture previdenziali e assicurative integrative.
A proposito di politiche attive, il Jobs act degli autonomi puntava anche ad estendere ruoli e funzioni di alcune categorie professionali.
