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Economia

Per la prima volta in Italia ci sono più di 10.000 startup

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Le startup iscritte al registro delle imprese hanno superato per la prima volta quota 10.000. Sul sito del registro oggi risultano 10.028 startup. Già nell’ultimo report pubblicato da Infocamere a fine 2018 si era registrato un incremento delle startup iscritte che raggiunsero quota 9.683, con un fatturato complessivo che sfiorava il miliardo di euro e circa 50 persone impiegate tra fondatori e dipendenti (in media una startup impiega 4,3 persone tra soci e dipendenti, dicono i dati).

Al netto della quantità di startup presenti sul territorio nazionale, resta piuttosto invariata la distribuzione sulle regioni, con Lombardia e Lazio e Emilia Romagna che rimangono le regioni con presenza più corposa (circa due terzi delle startup sono presenti in queste regioni). L’obiettivo delle 10.000 startup è stato raggiunto a poco meno di sei anni dal il varo della strategia dedicata alle imprese innovative (governo Mario Monti, Corrado Passera al ministero dello Sviluppo economico) e alla vigilia di una nuova strategia sui finanziamenti che, nelle intenzioni del governo di Giuseppe Conte ma soprattutto di Luigi Di Maio che oggi è al Mise, dovrebbe far arrivare a queste aziende circa un miliardo di euro (due nelle stime più ottimistiche) nei prossimi anni. Perché alla crescita del numero delle startup finora non c’è stato uno sviluppo proporzionale del numero di investitori istituzionali, e molte di queste continuano a faticare nel trovare finanziamenti

Per essere considerate tali, le neoimprese innovative devono avere meno di cinque anni, non distribuire utili e rispettare alcuni criteri di innovazione nel loro modello di business determinati dalla legislazione del 2012. Il limite dei cinque anni è quello che un po’ ha frenato la crescita (che comunque c’è sempre stata) del numero di startup iscritte al registro negli ultimi anni, visto che molte delle prime imprese registrate hanno negli anni superato i limiti di tempo dalla loro nascita. Questo stesso aspetto d’altro canto dà ancora più consistenza al record raggiunto oggi. Che potrebbe durare o meno, ma indica al di là del numero un diffuso interesse per il settore e le agevolazioni previste dalla legge del 2012. 

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