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Per tornare a crescere non abbandonare il filo rosso della credibilità

 

È la sfida più difficile per il nuovo governo. Perché sarà anche vero che il sentiero della finanza pubblica potrebbe essere meno stretto, ma di certo riportare il Paese alla crescita e a uno sviluppo stabile richiederà tempo e grande cautela nella navigazione. Mai come in questo momento, infatti, i segni della congiuntura, internazionale e interna, sono apparsi così problematici e incerti.

Non a caso il Consensus delle previsioni che prima dell’estate accreditava il nostro paese, dopo un 2019 piatto, di un possibile recupero verso un incremento dello 0,8 per cento del Pil l’anno prossimo, ad agosto vede anche il 2020 assai gracile, con un incremento del Pil stimato intorno al +0,4 per cento. E c’è chi pensa che anche il quadro tendenziale della nuova Nota di aggiornamento al Def che accompagnerà la legge di bilancio vedrà il Pil dell’anno che viene sotto il mezzo punto percentuale.

PER APPROFONDIRE / Pil fermo nel secondo trimestre 2019: -0,1% su base annua

Osservano ad esempio al Ref: «L’economia italiana continua a ristagnare, come evidenziato regolarmente dalle statistiche diffuse dall’Istat. La crescita si è di fatto arrestata in Italia dal secondo trimestre del 2018: sono quindi ormai cinque i trimestri di stagnazione dell’attività economica». Di conseguenza, ne deducono gli economisti di Milano, è altamente probabile che il risultato complessivo per l’anno in corso non si discosti da uno zero tondo, perché anche il terzo e il quarto trimestre dell’anno marceranno sul posto.

Ma se l’Italia è il paese europeo che per primo ha accusato una forte debolezza della domanda interna, adesso comincia ad essere visibile anche il rallentamento del commercio internazionale, causato dalle tensioni protezionistiche e dall’incertezza che pervade il mondo.
Il Fmi ha costruito un World trade Uncertainty index per 143 paesi e ha rilevato che l’indice, dopo 20 anni di stabilità, si è impennato bruscamente all’inizio del 2019 in concomitanza con l’escalation delle tensioni commerciali fra Stati Uniti e Cina. E incertezza commerciale vuol dire declino dell’attività produttiva: la valutazione del Fmi è che le incertezze del 2019 si tradurranno in una contrazione di tre quarti di punto nella crescita mondiale.

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