AUDIZIONE ALLA CAMERA

Il ministro dell’Economia è intervenuto in audizione in Commissione Finanze della Camera nell’ambito dell’esame del disegno di legge di conversione del decreto legge 142 del 2019, con misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento

10 gennaio 2020


Popolare di Bari: un piano da 900 milioni per il salvataggio

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La trasformazione della Popolare di Bari in spa e l’ingresso del Fitd e di Mcc «comporteranno effetti di rilievo sia sul valore che sulle dimensioni della partecipazione degli attuali azionisti, mentre per i depositanti non si prevedono impatti, sono lieto di dare questo messaggio». Lo ha assicurato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, intervenuto in audizione in Commissioe Finanze alla Camera sul decreto per il salvataggio della Popolare di Bari. «Si auspica, per gli azionisti attuali, che il Fitd possa considerare forme di incentivo a favore dei piccoli azionisti coniugata a strumenti composizione controversie in corso».

«Auspico da Fitd incentivi per attuali piccoli azionisti»
Gualtieri ha espresso l’auspicio che vengano predisposte forme di incentivo per i piccoli azionisti investitori retail della Popolare di Bari. Da questo punto di vista, il ministro dell’Economia ha chiarito che la questione è di competenza del Fitd, organismo privato consortile delle banche italiane intervenuto nel salvataggio. «Per i soci . ha detto Gualtieri – auspico che nel proprio intervento il Fitd possa considerare forme di incentivi per i piccoli azionisti che siano investitori al dettaglio, coniugata a strumenti di composizione delle controversie in corso in materia di misselling». In precedenza il responsabile del Tesoro aveva osservato che la trasformazione in spa della Popolare di Bari «necessaria e fondamentale» per l’operazione comporterà con tutta evidenza «effetti di rilievo sia sul valore che sulla dimensione della partecipazione degli attuali azionisti».

Nel complesso il decreto legge sulla Popolare di Bari, ha messo in evidenza Gualtieri, «pone le premesse per scongiurare scenari di grave nocumento per il sistema produttivo e finanziario e, invece, rappresenta un’opportunità importante per il rilancio del Mezzogiorno».

Ristrutturazione entro metà anno
La ristrutturazione della Banca Popolare di Bari, ha ricordato Gualtieri, è prevista «entro la metà dell’anno». Il ministro ha spiegato che il progetto parte dalla trasformazione della banca in società per azioni con «la copertura delle perdite che emergeranno». Poi ci sarà la ricapitalizzazione della banca da parte di Mcc, del Fitd e di investitori privati che potranno «auspicabilmente essere individuati». Nel complesso, il responsabile dell’Economia ha parlato di «netto miglioramento stato di salute delle banche italiane».

Probabile no da Ue sulle Dta, si cercano altre soluzioni
L’intercoluzione con l’Ue per il via libera alla trasformazione delle Dta presenta «tempi incompatibili con le esigenze» della Popolare di Bari, ha continuato il ministro, e «condurrebbe presumibilmente a una posizione di diniego». Ma gli «uffici del Mef – ha assicurato – stanno valutando, anche con i servizi della Commissione la percorribilità di altre soluzione normative che siano in grado di valorizzare le Dta (le imposte differite attive, ndr) in maniera compatibile» con le norme sugli aiuti di Stato. In tutti i casi, ha tuttavia fatto rilevare, tali misure «da sole non possono essere risolutive». In particolare, a determinare il diniego di Bruxelles potrebbe essere l’utilizzo come attivo dei crediti fiscali della Popolare di Bari, oggetto di un dialogo con la commissione europea nell’ambito del salvataggio.

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