Intervistato dal Corriere della Sera, il governatore di Bankitalia Ignazio Visco interviene sul caso della Popolare di Bari. E spiega che il commissariamento è stato disposto «quando le perdite hanno ridotto i livelli di capitale al di sotto dei minimi stabiliti dalle regole prudenziali».
Popolare di Bari: un piano da 900 milioni per il salvataggio
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«Il compito di vigilare lo abbiamo svolto» e «siamo pronti a rispondere in tutte le sedi». Dice così, in una lunga intervista al direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana, il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che interviene sulla vicenda della Banca Popolare di Bari: «Abbiamo fatto il nostro dovere e vigilato rispettando le regole»». E spiega che il commissariamento è stato disposto «quando le perdite hanno ridotto i livelli di capitale al di sotto dei minimi stabiliti dalle regole prudenziali».
Vigilanza e risoluzione delle crisi
«Bisogna esaminare individualmente – osserva Visco dopo le critiche arrivate in questi giorni sui compiti di Bankitalia – le due attività: quella di vigilanza e quella di gestione e risoluzione delle crisi, che sono cose diverse. La vigilanza sulle banche ha svolto il suo compito, con il massimo impegno e io reputo positivamente. La scelta di porre in amministrazione straordinaria questa banca – aggiunge – è il risultato, come sempre in questi casi, di un’attenta analisi, è un atto possibile in termini di legge solo dopo aver rilevato gravi perdite o carenze nei sistemi di governo societario. Ma la vigilanza non può intervenire nella conduzione della banca, che spetta agli amministratori scelti dagli azionisti. La banca deve seguire delle regole, la vigilanza verifica che ciò
effettivamente accada».
Dal 2007 in amministrazione straordinaria 80 intermediari
Poi chiosa: «Dal 2007 abbiamo posto in amministrazione straordinaria circa 80 intermediari: più della metà è tornata alla gestione ordinaria, per quelli liquidati o aggregati con altre banche, non vi sono state, nella generalità dei casi, perdite per depositanti e risparmiatori». Posto dinanzi all’obiezione che questi salvataggi fanno molto rumore quando avvengono in Italia e meno quando capitano all’estero, come in Germani o in Olanda, il Governatore Visco sottolinea che negli altri Paesi i salvataggi «sono costati al contribuente molto più che da noi: l’intervento pubblico in Germania e in Olanda ha accresciuto il debito pubblico di oltre il 10 per cento del Pil, da noi di poco più dell’1 per cento».
Il nodo “assetto” delle banche popolari
Quanto al salvataggio di Tercas, la Cassa di Teramo commissariata dalla Banca d’Italia nel 2012, Visco afferma che «la ricapitalizzazione della Popolare di Bari non ha potuto avere luogo sul mercato perché la banca non si era trasformata in società per azioni come richiedeva la legge di riforma da noi fortemente caldeggiata e realizzata dal governo nel gennaio 2015». Per poi precisare che «l’assetto delle “popolari” è un problema che abbiamo sempre sottolineato con forza: ostacola l’accesso al mercato e favorisce opacità e autoreferenzialità nella governance».
Evitate perdite per i risparmiatori
Quanto ad azionisti e obbligazionisti, assicura il Governatore di Bankitalia, «l’intervento del Fondo interbancario e del Mediocredito centrale è volto a evitare scenari liquidatori e possibili perdite per i risparmiatori che detengono depositi e obbligazioni».












