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Porto di Gioia Tauro, MCT conferma in Prefettura a Reggio Calabria l’intenzione di licenziare centinaia di lavoratori

Grande fermento tra i lavoratori del porto di Gioia Tauro a causa dell’intenzione da parte di MCT di voler licenziare centinaia di dipendenti(secondo alcune voci circa 500 unità) dichiarati in esubero visto il calo dei volumi che si è registrato nel 2018 rispetto all’anno precedente.

Nelle due riunioni che si sono tenute in Prefettura a Reggio Calabria il 12 ed il 13 febbraio anche il Prefetto Michele di Bari ha chiesto all’azienda che gestisce le attivita’ di transhipment nel porto di Gioia Tauro di sospendere le procedure di licenziamento in vista del tavolo che dovrebbe tenersi al Ministero delle Infrastrutture, e da lui stesso richiesto, proprio per cercare di risolvere la difficile situazione che, secondo quanto riferiferito anche dalle varie organizzazioni sindacali, vedrebbe alla base lo scontro tra i due grandi soci di Mct. Da una parte, infatti, ci sarebbe Til (del gruppo Mct) pronto ad investire sullo scalo calabrese, ma dall’altra Contship che invece sarebbe contraria ed ostacolerebbe tali interventi.

E così ieri sera i lavoratori, dopo aver saputo la posizione dell’azienda emersa durante i vertici in Prefettura che ha confermato di voler effettuare nuovi licenziamenti, hanno deciso di incrociare le braccia e sospendere immediatamente le attività di carico e scarico dei container a Gioia Tauro. 

Uno sciopero volto a scongiurare licenziamenti di uomini e padri di famiglia che andrebbero ad apportare un altro duro colpo all’intero Porto e contro i quali i sindacati, come annunciato ieri sera stessa al termine degli incontri a Reggio Calabria, hanno intenzione di lottare.

Maria Teresa Bagalà

 

 

 

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