Prima Pagina>Economia>Quota 100: costi, assegni leggeri e poche donne. Ecco perché ha poco appeal
Economia

Quota 100: costi, assegni leggeri e poche donne. Ecco perché ha poco appeal

PREVIDENZA

Non è solo l’incidenza sulla spesa a rendere critici i pensionamenti con 62 anni e 38 di contributi nel triennio in corso. È una lunga serie di nodi a spingere i tecnici del nuovo esecutivo a valutare un restyling delle misure

di Davide Colombo e Marco Rogari

12 settembre 2019


Quota 100: arriva il restyling del governo giallorosso

2′ di lettura

Un macigno sulla spesa pensionistica. Che, secondo le ultime stime della Ragioneria generale dello Stato, è destinata ad appesantirsi di oltre 63 miliardi fino al 2036, con una crescita media di 0,2 punti di Pil l’anno. Ma dai dati ufficiali emergono altri punti deboli di “Quota 100”. Appena una domanda su quattro arriva da una lavoratrice. L’ultimo monitoraggio dell’Inps (vedi IlSole24Ore del 10 settembre) mette chiaramente in evidenza uno dei limiti principali dei nuovi anticipi voluto dal governo gialloverde.

PER SAPERNE DI PIÙ / Dossier pensioni 2019

Che sono appannaggio soprattutto di lavoratori maschi con lunghe carriere contributive. Su 175.995 domande presentate finora solo 45.680 sono femminili.

PER APPROFONDIRE / Pensioni, quota 100 resterà solo un altro anno

I limiti di quota 100
«Quota 100” mostra anche altri limiti. Leggendo i dati grezzi del monitoraggio Inps si ha anzitutto la conferma che le adesioni sono basse (circa il 30% in meno rispetto ai target governativi). Inoltre la maggior parte degli aspiranti quotisti che hanno presentato domanda (circa il 61%) ha più di 62 anni, il che significa che l’anno prossimo e quello successivo ci saranno meno over 62enni candidati all’uscita. Altro limite annunciato dallo stesso governo Conte-1 è l’assegno più leggero ( fino al 6% per i dipendenti e del 4% per gli autonomi) un effetto dovuto alla minore contribuzione. Per non parlare del divieto di cumulo con altri redditi da lavoro nel primo quinquennio di pensionamento. Infine il fatidico tasso di sostituzione: per ogni nuovo pensionato ci sarà almeno un’assunzione di un giovane? Su questo fronte mancano evidenze statistiche ma già in questa fase dell’anno possiamo dire che neppure nella Pubblica amministrazione il tasso 1 a 1 si è verificato.

Fonte

Rispondi