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Reddito cittadinanza, al via la fase 2: si cominciano a firmare i patti per il lavoro

LA MISURA M5S

I centri per l’impiego avranno 30 giorni di tempo per convocare i soggetti interessati: potranno utilizzare qualsiasi “modalità” di chiamata, quindi anche sms o email. Chi non la fornito la email, sarà chiamato e gli sarà chiesto un indirizzo di posta elettronica

di Claudio Tucci

2 settembre 2019


Reddito cittadinanza, fase due. Scatta Patto del lavoro

3′ di lettura

Partono, da Milano a Palermo, le primissime convocazioni da parte dei Centri per l’impiego (Cpi) dei percettori di reddito di cittadinanza “occupabili”, vale a dire quei soggetti che, avendone i requisiti, dovranno essere inseriti nel programma di ricerca di un impiego, firmando il patto per il lavoro. Si tratta, complessivamente, a oggi, di 704.595 beneficiari: in base alla legge infatti è convocabile dai Cpi non solo l’intestatario del reddito, ma anche tutti i maggiorenni della famiglia non occupati o che non frequentano un regolare corso di studi.

I numeri
La fetta principale degli oltre 704mila soggetti indirizzati al patto per il lavoro si trova in Campania (178.370 persone), a seguire Sicilia (162.518), Calabria (64.057), Puglia (50.904). In queste quattro regioni meridionali si concentra il 64,7% dei soggetti occupabili. Nel Lazio le persone da avviare a percorsi di politica attiva sono 37.939, in Lombardia 33.598; in Piemonte 30.273, in Toscana 21.922, in Emilia Romagna 16.223, in Veneto 14.535.

I tempi
Da oggi i centri per l’impiego avranno 30 giorni di tempo per convocare i soggetti interessati: potranno utilizzare qualsiasi “modalità” di chiamata, quindi anche sms o email. Chi non la fornito la email, sarà chiamato e gli sarà chiesto un indirizzo di posta elettronica.

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Le esclusioni
Sono esclusi dalla chiamata i beneficiari della pensioni di cittadinanza o gli over 65, i disabili (possono però aderire volontariamente), i componenti della famiglia con impegno di cura per bambini sotto i 3 anni o per persone non autosufficienti. Non dovranno essere chiamati poi i soggetti che hanno già sottoscritto un patto di servizio perché si sono recati volontariamente presso un Cpi. Le persone che hanno già in piedi un patto di servizio dovranno essere convocate per stipulare il patto per il lavoro ed essere informati circa gli obblighi connessi al reddito di cittadinanza. I soggetti invece che hanno in corso una misura di politica attiva proseguono e saranno poi convocati dai Cpi per la stipula del patto per il lavoro entro 30 giorni dal termine dell’intervento. Entro il 15 dicembre poi i Cpi effettuano la presa in carico, con la verifica delle fattispecie di esclusione-esonero.

Fonte

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