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Reddito di cittadinanza, i nodi aperti: navigator Campania, immigrati e centri impiego

A settembre VIA AL PATTO PER IL LAVORO 

La prossima settimana per il reddito di cittadinanza dovrebbe partire la fase 2. Il condizionale è tuttavia ancora d’obbligo vista la crisi di governo e la mancanza, ancora, di alcuni provvedimenti attuativi

di Claudio Tucci

26 agosto 2019


Reddito cittadinanza, fase due. Scatta Patto del lavoro

3′ di lettura

Oggi una fetta dei 471 navigator della Campania inizieranno la propria protesta con lo sciopero della fame; mentre il governatore Vincenzo De Luca e il governo Conte, in carica per gli affari correnti, stanno discutendo e ancora non hanno firmato la convenzione per inserire queste professionalità nei centri per l’impiego campani (la Campania è la regione che ha il maggior numero di famiglie coinvolte nell’operazione reddito di cittadinanza, oltre 170mila).

La questione Campania
Il nodo della querelle è che De Luca chiede prima di stabilizzare i 600 dipendenti precari che lavorano all’Anpal. Il decreto su Ilva e rider, che contiene anche le norme per la proroga di 8.500 Lsu, molti dei quali proprio in Campania, avrebbe potuto sbloccare la situazione. Ma il provvedimento, approvato dal consiglio dei Ministri con la formula “salvo intese”, è tra quelli rimasti intrappolati dalla crisi di governo. Quest’estate sono state firmate le prime 16 convenzioni con le regioni per far decollare i circa 3mila navigator che hanno superato il test di fine giugno. I navigator sono assunti con contratto di collaborazione da Anpal Servizi fino 30 aprile 2021, con una retribuzione lorda annua intorno ai 30mila euro.

Guarda il video – Reddito cittadinanza, fase due. Scatta Patto del lavoro

A settembre via al Patto per il lavoro
Navigator a parte la prossima settimana, con l’arrivo di settembre, per il reddito di cittadinanza dovrebbe partire la fase 2. Il condizionale è tuttavia ancora d’obbligo vista la crisi di governo e la mancanza, ancora, di alcuni provvedimenti attuativi. Secondo il calendario previsto le scorse settimane, dal 2 settembre dovranno scattare le convocazioni dei percettori del reddito per costruire il percorso per la ricerca di un occupazione. Si firma il Patto per il Lavoro e, se non si accetteranno le offerte che verranno fatte nel corso dei prossimi mesi, si rischia di perdere il beneficio. È questo lo snodo più delicato del meccanismo del reddito di cittadinanza, che dovrebbe traghettare chi non ha lavoro verso l’occupazione. Finora infatti la misura si è connotata solo per il carattere assistenziale (alcuni beneficiari percepiscono il sussidio da aprile). La convocazione sarebbe dovuta arrivare nei 30 giorni successivi all’arrivo del reddito.

Il nodo immigrati
Come detto, però, ancora oggi non tutti gli ostacoli sono superati per la piena operatività del reddito di cittadinanza. Manca ad esempio il decreto che fissa le regole per la documentazione richiesta gli immigrati: in attesa l’Inps non ha accettato le loro domande.

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