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Reddito di emergenza da 400 a 800 euro per due mesi, ecco come funziona

 

Servizioverso il maxi-provvedimento

Le domande si presentano all’Inps entro giugno. Tra i requisiti la residenza in Italia e Isee inferiore a 15mila euro. Il sussidio non spetta se si percepiscono altre indennità

di Claudio Tucci

11 maggio 2020


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2′ di lettura

Si chiama Rem, reddito di emergenza, il nuovo strumento, previsto dall’ultimissima bozza del decreto Rilancio, che prova a tutelare i nuclei familiari in condizioni di necessità economica in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, non coperti dagli attuali sussidi. Il Rem oscilla da 400 a 800 euro a seconda del nucleo familiare; le domande possono essere presentate all’Inps entro giugno. Il beneficio è erogato in due quote, ciascuna pari all’ammontare riconosciuto. Ecco nel dettaglio la nuova misura.

Chi ne può beneficiare

Per ottenere il Rem bisogna possedere, cumulativamente: residenza in Italia, verificata con riferimento al componente richiedente il beneficio; reddito familiare inferiore al Rem spettante, patrimonio mobiliare familiare 2019 inferiore a 10mila euro, accresciuto di 5mila euro per ogni componente successivo al primo, fino a un massimo di 20mila euro, e Isee inferiore a 15mila euro.

Quanto spetta

Ciascuna quota del Rem è determinata in un ammontare pari a 400 euro, moltiplicati per il corrispondente parametro della scala di equivalenza fino ad un massimo di 2, corrispondente a 800 euro, ovvero fino ad un massimo di 2,1 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizioni di disabilità grave o non autosufficienza come definite ai fini Isee.

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Domanda e procedura per l’erogazione

Le domande per il Rem possono essere presentate entro il termine del mese di giugno 2020. I modelli saranno predisposti da Inps. Il Rem infatti è riconosciuto ed erogato dall’Inps. Le richieste di Rem possono essere presentate presso i centri di assistenza fiscale, previa stipula di una convenzione con Inps. Le richieste del Rem possono essere presentate anche presso gli istituti di patronato.

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I controlli

Per le verifiche del possesso dei requisiti Inps e Agenzia delle entrate possono scambiare i dati relativi ai saldi e alle giacenze medie del patrimonio mobiliare dei componenti il nucleo familiare nelle modalità previste ai fini Isee. Nel caso in cui in esito a verifiche e controlli emerga il mancato possesso dei requisiti, il beneficio è immediatamente revocato, ferma restando la restituzione di quanto indebitamente percepito e le sanzioni previste a legislazione vigente.

Fonte

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