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Scostamento di bilancio, via libera delle Camere. La maggioranza apre sul Mes, ma senza citarlo

ok anche al piano nazionale riforme

Approvata la risoluzione di maggioranza sul piano nazionale di riforme. Tra gli impegni chiesti al governo «l’utilizzo, sulla base dell’interesse generale del Paese e dell’analisi dell’effettivo fabbisogno, degli strumenti già resi disponibili dall’Unione europea per fronteggiare l’emergenza sanitaria e socio economica in atto»

di An.Ga.

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(IMAGO ECONOMICA)
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Approvata la risoluzione di maggioranza sul piano nazionale di riforme. Tra gli impegni chiesti al governo «l’utilizzo, sulla base dell’interesse generale del Paese e dell’analisi dell’effettivo fabbisogno, degli strumenti già resi disponibili dall’Unione europea per fronteggiare l’emergenza sanitaria e socio economica in atto»

29 luglio 2020


2′ di lettura

Via libera di Senato e Camera allo scostamento di bilancio da 25 miliardi necessario a varare l’attesa manovra agostana destinata tra l’altro proprogare gli ammortizzatori sociali. I sì a palazzo Madama sono stati 170, gli astenuti 133 (tutto il centrodestra). Era necessaria la maggioranza qualificata (160 voti), ossia la metà più uno dei componenti. I partiti al governo arrivavano secondo gli ultimi calcoli a 164. Ma la maggioranza ha aumentato i suoi numeri, anche grazie all’arrivo da Forza Italia di Sandra Lonardo e degli ex M5s trasferitisi al misto. Lo stesso margine si è registrato alla Camera con 326 sì: dieci in più della maggioranza di 316. Le Camere hanno detto sì anche alla risoluzione presentata dai Capigruppo di maggioranza sul Programma nazionale di riforma 2020.

Maggioranza: valutare uso strumenti Ue già disponibili

Uno degli impegni che la maggioranza chiede al governo nella risoluzione approvata sul Piano nazionale di riforma è quello di «prevedere l’utilizzo, sulla base dell’interesse generale del Paese e dell’analisi dell’effettivo fabbisogno, degli strumenti già resi disponibili dall’Unione europea per fronteggiare l’emergenza sanitaria e socio economica in atto, garantendo un costante rapporto di informazione e condivisione delle scelte con il Parlamento». Un passaggio che contiene un riferimento implicito al Mes. In particolare per la sanità si chiede di «investire ulteriori fondi, potenziando le misure già adottate» per superare, tra l’altro, «le attuali carenze delle Rsa». Il documento reca in calce le firme di tutti i capigruppo dei partiti che sostengono il governo: Andrea Marcucci per il Pd, Loredana De Petris per Leu, Davide Faraone per Italia viva, Julia Unterberger per le Autonomie. E a sorpresa c’è anche quella di Gianluca Perilli, capo dei senatori M5s, che svetta prima fra tutte le altre.

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Maggioranza: avanti con sostegni al reddito per autonomi

Tra gli altri impegni chiesti al governo quello di «proseguire l’azione di tutela del lavoro autonomo già intrapresa con i provvedimenti finora emanati attraverso l’erogazione di specifiche indennità, anche prevedendo misure specifiche per il sostegno al reddito in favore dei lavoratori autonomi, liberi professionisti e per particolari categorie di lavoratori non inclusi nelle tutele delle ordinarie integrazioni salariali». Si chiede anche «la riforma degli ammortizzatori sociali, rafforzando e razionalizzando gli strumenti di integrazione al reddito», anche «rafforzando le politiche attive».

Gualtieri: su 100mld scostamenti 35mld a lavoro, oltre 40 a imprese

Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, intervenendo nell’Aula del Senato su Pnr 2020 e Relazione sullo scostamento di bilancio, ha ricordato che i tre scostamenti di bilancio per i quali il Governo ha chiesto l’autorizzazione nel complesso valgono «6 punti percentuali di Pil di maggiore indebitamento. Si tratta di uno sforzo enorme, ma reso necessario dalla portata della crisi, per sostenere i lavoratori, le imprese e le famiglie, colpiti duramente dalla pandemia». «Di questi 100 miliardi – ha aggiunto il Ministro – circa 35 miliardi sono andati e andranno per il lavoro e gli ammortizzatori sociali, più di 40 miliardi per le imprese, più di 12 miliardi per le Regioni e gli Enti territoriali e più di 11 miliardi per sanità, scuola e servizi sociali».

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