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Scuola, a settembre boom di precari in cattedra. Il Miur: pronta soluzione

IL NUOVO ANNO 

L’allarme lo hanno lanciato i sindacati parlando di 150-170mila supplenze in arrivo; che produrrà l’effetto, come accade ormai ogni anno, di un prevedibile valzer di professori che andrà in scena le prime settimane dell’apertura delle scuole, danneggiando come al solito i ragazzi

di Claudio Tucci

17 luglio 2019


Scuola, a settembre boom di precari in cattedra

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Nonostante il ministero dell’Istruzione stia correndo per completare le operazioni amministrative di avvio del nuovo anno scolastico, a settembre il rischio, sempre più concreto, è quello che ci sia un numero extra large di precari in cattedra.

L’allarme lo hanno lanciato martedì i sindacati parlando di 150-170mila supplenze in arrivo; che produrrà l’effetto, come accade ormai ogni anno, di un prevedibile valzer di professori che andrà in scena le prime settimane dell’apertura delle scuole, danneggiando come al solito i ragazzi.

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Quest’anno sono tre i motivi che porteranno a un rimbalzo, e a un prevedibile nuovo record, della supplentite: quota 100 che ha liberato più cattedre rispetto al turn-over ordinario, la cronica assenza di docenti abilitati nelle graduatorie a esaurimento, specie in matematica, lingue e sostegno, l’eterno ritardo nel bandire, e concludere, i concorsi. Una quarta ragione è più prettamente di politica scolastica: il posto da direttore generale per il Personale del Miur è vacante da mesi.

Le misure allo studio
Il Miur è consapevole del problema, tanto che sta spingendo palazzo Chigi a emanare un provvedimento d’urgenza che provi almeno a tamponare la questione supplenti. L’intervento allo studio del ministero riguarda i precari “di lungo corso”. Il ministero dell’Istruzione, cioè, dando seguito all’accordo dello scorso aprile tra governo e sindacati, ha predisposto la norma che offre una tutela ai docenti, non abilitati, con 36 mesi di servizio alle spalle; e non è escluso che, vista l’urgenza del caso, forse già la prossima settimana arrivi sul tavolo del consiglio dei ministri.

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