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Stadia di Google è la rivoluzione dei videogiochi

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Justin Sullivan / Getty / Afp

Il controller di Stadia presentato da Google

Ci si aspettava una console, e invece è arrivata una rivoluzione. L’annuncio di Stadia, il nuovo servizio di Google per il mondo del gaming, rischia di segnare davvero la storia dei videogame.

In occasione della Game Developer Conference di San Francisco l’azienda dietro il motore di ricerca ha svelato la sua vision per quanto riguarda il mondo dei videogiochi: addio console, addio dischi e file da scaricare, addio differenze tra piattaforme mobile e fisse. E tutto questo entro il 2019 in Usa, Canada, Gran Bretagna e gran parte dell’Europa (forse anche Italia).

Cosa è Stadia

Stadia sarà un servizio in cloud: permetterà cioè di collegarsi e giocare da qualsiasi dispositivo, a patto che questo sia collegato alla rete con una connessione ad alta velocità. Cade per sempre la distinzione tra i dispositivi: lo stesso gioco sarà giocabile dal pc, dallo smartphone, dal tablet e dalla smart tv cui connettere un controller in wifi, anche questo presentato da Google. Anzi, sarà possibile spegnere il proprio computer e riprendere a giocare dallo stesso punto esatto su cellulare.

Cosa c’è di rivoluzionario

L’aspetto che forse più degli altri ha stupito nella presentazione di Google è la trasformazione dei videogiochi che, per la prima volta, diventano un link. Per giocare a un titolo domani basterà cliccare su un bottone su un sito, su un tweet, alla fine di un trailer su YouTube, per accedere in pochi secondi a una sessione di gioco, addirittura in quel punto esatto mostrato dal video o condiviso con noi da un amico o da un influencer. Scompare la necessità di scaricare un file, installare il gioco o caricare un disco insomma.

Tra le funzioni mostrate da Google c’è anche la possibilità di partecipare a un match online cliccando su un bottone e “mettendosi in fila”: nel video mostrato alla Gdc ai lati di un video su YouTube è comparso un tasto che permetteva agli utenti di entrare in pochi secondi in una partita di basket ad esempio. Da questo punto di vista le possibilità di interazione tra utenti e influencer crescono come non mai, come le sfide per gli sviluppatori che dovranno inserire nei loro titoli anche queste nuove modalità di fruizione.

Dal punto di vista tecnico, Stadia si presenta subito come all’avanguardia su tutti i fronti: supporto alla grafica 4k con 60 frame al secondo già al momento del lancio, con l’intenzione a breve di supportare anche gli 8k e i 120 frame al secondo. Inoltre i server di Google, distribuiti in 200 paesi del mondo, offrono una garanzia unica per quanto riguarda i tempi ridotti di latenza, indispensabili per poter giocare senza frustrazioni e ritardi nel segnale.

I dubbi

Non mancano tuttavia i punti interrogativi su Stadia. Il primo tra tutti è il prezzo: non è stato annunciato se servirà un abbonamento per usare Stadia e quanto costerà. E poi c’è l’incognita numero uno quando si parla di videogiochi: i videogiochi appunto. Al momento non si sa infatti quali giochi saranno disponibili per Stadia e, nonostante la presenza sul palco di alcuni sviluppatori anche importanti (tra cui i creatori di Doom), nulla si sa su quali titoli dei franchise più famosi saranno disponibili su Stadia e che tipo di rapporti, anche economici, ci saranno tra Google e i vari studios. Sarà inoltre interessante vedere come intendono reagire i grandi player dell’industria, primi tra tutti i produttori delle console come Sony, Microsoft e Nintendo. La sfida di Stadia è stata lanciata innanzitutto a loro.

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