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Stop al contante, si riapre il dossier sulla sanzione per l’obbligo del Pos

Servizioallo studio del governo

Tra le misure allo studio l’introduzione della penalità per chi non accetta pagamenti tracciabili dopo lo stop dello scorso anno da parte del Consiglio di Stato al regolamento che prevedeva la sanzione di 30 euro. Si studia anche un taglio delle commissioni

di Marco Mobili e Giovanni Parente

17 settembre 2019


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3′ di lettura

Aaa cercasi sanzione per l’obbligo del Pos. L’intenzione di rafforzare i pagamenti tracciabili passa anche dal tentativo di introdurre una sanzione per chi non accetta strumenti di moneta elettronica.

Un possibile intervento nel quadro delle ipotesi sul tavolo in vista della prossima legge di Bilancio che, come già anticipato dal Sole 24 Ore , si accompagnerebbero a un’eliminazione delle commissioni a carico di commercianti, esercenti e autonomi sotto determinate soglie.

Che la strada sia quella di puntare sempre di più su strumenti di pagamento tracciabile emerge anche dalle parole del viceministro dell’Economia, Laura Castelli (M5S), che a SkyTg24 ha detto di essere «molto d’accordo con Confindustria sull’incentivo» ai pagamenti elettronici: «Si può fare meglio del credito d’imposta, si può permettere un recupero mensile dell’incentivo, il processo tecnologico lo permette.

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La sanzione finora inapplicabile
Una spinta potrebbe arrivare anche dalla previsione di una sanzione per il mancato rispetto dell’obbligo di dotarsi di Pos a carico di commercianti, esercenti e autonomi. L’obbligo finora è rimasto spuntato. Poco più di un anno fa il Consiglio di Stato ha, infatti, bocciato lo schema di regolamento del ministero dello Sviluppo economico di concerto con l’Economia che cercava di introdurre una sanzione facendo riferimento all’articolo 693 del Codice penale in base al quale chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato, è punito con la sanzione amministrativa fino a trenta euro.

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