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Economia

Sud, al tavolo investimenti e occupazione

Incontro Governo parti sociali

Confindustria chiede un piano di inclusione per i giovani. I sindacati: equità nei trasferimenti

di Giorgio Pogliotti

29 luglio 2019


Nord e Sud, la lettura alternativa del Mezzogiorno

2′ di lettura

La conferma per il triennio del bonus occupazione Sud, insieme alla proroga del credito di imposta per investimenti in beni strumentali in scadenza a fine anno. La programmazione dei Fondi europei 2021-2027 e la gestione del fondo di sviluppo e coesione con una dote di 59,8 miliardi che ha buona parte delle spese rinviate a dopo il 2020. Il rilancio delle infrastrutture materiali – a partire dall’alta velocità ferroviaria – e immateriali. Sono i temi in agenda oggi a Palazzo Chigi, dove le parti sociali stanno incontrando il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, al tavolo per il Sud in vista della manovra. Presenti al tavolo anche il vicepremier Luigi Di Maio,il ministro dell’Economia Giovanni Tria, la ministra per il Sud Barbara Lezzi e il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon.

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Sud in frenata per investimenti e occupazione
Un cattivo stato di salute del Sud è stato evidenziato dal recente “Check-up Mezzogiorno” di Confindustria e Srm (gruppo Intesa Sanpaolo) che ha registrato una frenata degli investimenti fissi lordi, che negli ultimi anni avevano segnato una ripresa, rimasti indietro del 36,2% rispetto al periodo pre-crisi. Anche l’export è in difficoltà, con un «inatteso stop», dopo un 2018 che aveva segnato un incremento del 5,5%. Il tutto ha avuto riflessi negativi sull’occupazione in calo nel primo trimestre (-2,2%), il terzo consecutivo con il segno meno, con gli occupati tornati sotto la soglia dei 6 milioni, e il record di disoccupazione giovanile (51,9%). Il rilancio delle infrastrutture, insieme ad un piano di inclusione per i giovani, figura nel pacchetto di proposte di Confindustria che propone l’intervento di una «cabina di regia» nazionale se un’amministrazione non riesce a spendere le risorse assegnate, con la destinazione dei fondi comunitari non spesi al credito d’imposta.

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La piattaforma dei sindacati
Cgil, Cisl e Uil hanno presentato al governo una piattaforma unitaria che pone anzitutto la questione del «ripristino di un criterio di equità» nella ripartizione delle risorse ordinarie per la spesa corrente e gli investimenti nel Mezzogiorno, con l’applicazione della clausola del 34% a partire dalla prossima legge di Bilancio per garantire i trasferimenti in base alla percentuale della popolazione residente. Altre priorità sono l’accelerazione e il buon utilizzo dei fondi strutturali di investimento europei, insieme al rafforzamento del fondo dedicato alla capitalizzazione delle Pmi meridionali, favorendo l’accesso al credito per eliminare il divario di costi rispetto al Centro Nord.

Rifinanziare il credito d’imposta
I sindacati chiedono di rifinanziare al 2021 il credito d’imposta, il «principale meccanismo incentivante all’interno delle Zes», e di potenziare in primis per il Sud gli incentivi per l’innovazione, la ricerca e la formazione del piano Impresa 4.0. Prima dell’inizio del tavolo la numero uno della Cisl, Annamaria Furlan ha sottolineato che «il Sud e le politiche di coesione devono tornare ad essere la vera questione nazionale del Paese», ed ha proposto «un piano di investimenti pubblici aggiuntivi, incentivi fiscali selettivi e differenziati per favorire nuovi insediamenti industriali e produttivi nel Sud, lo sblocco delle infrastrutture ferme da anni».

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