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Tasse su sigarette e cartine, bonus bebé e casa: le sorprese della manovra

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Nuovo prelievo sulle cartine, arriva anche una maggiore imposizione sulle sigarette tradizionali. Stretta sulle auto aziendali ai dipendenti. Per le agevolazioni ancora un anno al 50% per lavori in casa e mobili, mentre per i nuovi figli il bonus sarà in base all’Isee

di Marco Mobili e Giovanni Parente

30 ottobre 2019


Evasori, Pos e superbonus: la Manovra parte da luglio

2′ di lettura

Nella giornata di mercoledì è attesa l’ultima riunione per la messa a punto del testo del Ddl di Bilancio che il Governo intende inviare entro giovedì 31 ottobre al Senato per l’avvio dell’esame parlamentare. Tra conferme e novità dell’ultima ora spunta una nuova microtassa per le sigarette «fai-da-te»: dal 1° gennaio 2020 arriva il prelievo di 0,005 euro per ciascuna cartina contenuta nelle confezioni in vendita. In pratica sui pacchetti da venti cartine il rincaro sarà di 10 centesimi.

Non solo perché si materializza l’aumento già annunciato sulle sigarette “classiche”, mentre restano indenni da rincari quelle elettroniche. Tasse che sia aggiungono alla sugar tax sulle bevande zuccherate e alla tanto contestata dalle imprese plastic tax. Confermato anche il debutto dell’anonimometro nella lotta all’evasione.

La raffica dei bonus: dai bebé alle ristrutturazioni
Il bonus bebè scatterà anche per i nuovi nati del 2020 ma sarà strutturato su tre scaglioni: 160 euro al mese per il primo anno di vita (o di adozione) fino a 7mila euro di Isee, 120 euro al mese fino a 40mila euro di Isee e 80 euro al mese per chi supera questa soglia. Inoltre il congedo parentale per i neopapà sale a 7 giorni.

Per la casa confermate anche per il 2020 le detrazioni su lavori di ristrutturazione e acuisto di mobili ed elettromestici del 50%, così come quelle per il risparmio energetico.

Debutta anche il bonus facciate che si preannuncia molto ampio. La detrazione per i condomini sarà del 90% sulle spese sostenute e documentate nel 2020 «relative agli interventi edilizi, ivi inclusi quelli di
manutenzione ordinaria, finalizzati al recupero o restauro della facciata degli edifici la detrazione dall’imposta lorda». Attenzione perché non si applica il tetto massimo di spesa di 96mila euro, quindi c’è un limite.

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