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Tria: mini-Bot non allo studio, «illegali e aumenterebbero il debito»

«Non sono allo studio misure finalizzate alla loro emissione poiché non sussistono motivi per liquidare i debiti della Pa con mezzi diversi dal denaro avente corso legale». Dice così il ministro dell’Economia Giovanni Tria al question time alla Camera spiegando che i mini-Bot «comporterebbero un aumento immediato del debito perché considerati come passività, in base ai criteri di contabilità Sec» e inciderebbero su fabbisogno e indebitamento. Inoltre «qualora questi strumenti venissero utilizzati sarebbero illegali in quanto in conflitto con i trattati europei».

I tempi di pagamento della pubblica amministrazione «sono in costante miglioramento», per Tria. Come comprovato dalla riduzione progressiva dello stock, con tempi medi di 46 giorni per pagare le fatture, un giorno in anticipo sui tempi di legge. «Questo dimostra l’efficacia dei provvedimenti normativi della legge di Bilancio e delle soluzioni degli ultimi anni come la piattaforma del Mef e della Ragioneria generale dello Stato, potenziata dal sistema Siope Plus che prevede l’acquisizione automatica dei pagamenti commerciali».

Anche se sul piano teorico il ricorso ai cosiddetti mini-Bot per finalità di pagamento avrebbe implicazioni negative sul rating dell’Italia secondo l’agenzia Fitch in un report nel quale si sottolinea come «la rinnovata disputa dell’Italia con la Commissione Europea sul deficit evidenzia la perdurante incertezza su dimensione, tempi e natura dell’aggiustamento fiscale italiano».

Tornando a quanto riferito dal ministro nell’audizione, l’esecutivo intende proseguire con le attività avviate per combattere l’evasione e le frodi fiscali nella commercializzazione e distribuzione dei carburanti. Sono state introdotte regole speciali per prodotti utilizzati come carburanti per motori immessi in un deposito fiscale o nel deposito di un destinatario fiscale e una recente circolare dell’agenzia delle Entrate chiarisce una serie di dubbi sulle norme previste dalla manovra. «I fenomeni di illegalità nel commercio degli idrocarburi sono oggetto di particolare attenzione dell’amministrazione finanziaria», sottolinea il titolare di via Venti settembre.

Quanto alla tempistica per l’intervento del Mef in Alitalia, essa «prevede in primo luogo la presentazione di una proposta d’acquisto vincolante da parte dei soggetti che hanno manifestato interesse, e dopo valutazione dei commissari e del Mise, l’emanazione di un decreto del ministro dello Sviluppo economico di autorizzazione alla cessione dei complessi aziendali della procedura di vendita». Tutto lascia credere che si arrivi a a una nuova proroga del termine per la presentazione dell’integrazione dell’offerta di Ferrovie dello Stato (unica sul tavolo dei commissari della compagnia fino a questo momento). Il termine scade sabato 15 giugno.

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