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Un caso di bike-sharing che funziona. Le bici elettriche di Jump

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Chiamatela bike revolution: le biciclette rosse di Jump stanno togliendo clienti alle auto di Uber. Succede a San Francisco, in California, la città dove è nato il servizio di taxi privati e dove un anno fa sono comparse anche le prime biciclette elettriche di Jump. Al termine dei primi dodici mesi di servizio, il Ceo Ryan Rzepecki ha pubblicato su Medium un bilancio dell’attività della sua start-up: “Più di 63 mila utenti di Jump hanno noleggiato le nostre bici per fare oltre 625 mila viaggi, per un totale di 1 milione e 600 mila miglia”, cioè due milioni e mezzo di chilometri abbondanti. Ma il dato più notevole è che mentre crescevano gli utenti sui pedali, diminuivano quelli che si facevano portare in auto. Per Uber, tutto sommato, non pare essere un grande problema: anche Jump, infatti, fa parte dei suoi rami d’azienda in virtù dell’acquisto avvenuto ad aprile dello scorso anno.

Il segreto per battere il traffico? Le due ruote

I primi segnali di questo trend si erano registrati a luglio: “I viaggi con Uber sono diminuiti del 10% – scriveva la scorsa estate su Medium Santosh Rao, del team Uber – e durante le ore di lavoro, cioè tra le 8 e le 18 dei giorni tra lunedì e venerdì, la diminuzione ha toccato quota 15%”. Sono gli orari in cui il traffico di San Francisco è più congestionato e muoversi nelle strade della metropoli californiana diviene più complicato. Più adatta dell’auto, in quelle situazioni, è allora la comoda bicicletta rossa che, oltretutto, vanta un motorino elettrico che semplifica la vita anche nei saliscendi della città. Da luglio non è cambiato nulla, anzi: anche a ottobre, quando la flotta di bici di Jump è raddoppiata passando da 250 a 500 mezzi, il tasso di utilizzo è rimasto stabile. In media, ogni giorno, ciascuna bicicletta viene usata tra le sette e le otto volte. Un dato che è sceso soltanto a metà novembre, quando il freddo a cominciato a farsi sentire.

Stracciare la concorrenza in patria e espandersi

A San Francisco, Jump deve fare i conti con Ford Go Bike, il servizio di biciclette elettriche messo a punto dalla nota casa automobilistica, che conta 1200 mezzi e 131 stazioni per il noleggio e che punta a triplicarsi entro la fine dell’anno. All’azienda delle due ruote rosse, però, la concorrenza non fa paura: rispetto a Ford, infatti, Jump vanta un utilizzo medio circa tre volte superiore e sfrutta la propria tecnologia dockless che consente agli utenti di parcheggiare la bici ovunque ci sia una rastrelliera, senza cioè bisogno di riporla in una stazione dedicata. Una caratteristica che ha fatto la fortuna della start-up californiana che, in breve, ha esportato la propria filosofia di mobilità in sedici città statunitensi ed è approdata anche in Europa, a Berlino, dove pedalare venti minuti costa un euro.

Negli Stati Uniti, invece, Jump ha lanciato anche i monopattini elettrici; costano un euro per i primi cinque minuti e poi 15 centesimi al minuto. La ricetta è sempre la stessa: si prenotano tramite l’app di Uber e si lasciano dove viene comodo. 

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