Prima Pagina>Economia>Verso il disco verde alla nuova flessibilità Ue ma con diverse condizioni da rispettare
Economia

Verso il disco verde alla nuova flessibilità Ue ma con diverse condizioni da rispettare

InchiestaIL CONFRONTO CON BRUXELLES

Prima fra tutte, il nodo fondamentale della riduzione del debito che dovrà essere avviato con maggiore vigore su un sentiero di riduzione. Contestuale la richiesta di non recedere dal percorso di attuazione delle riforme strutturali e di consolidare gli interventi per accrescere la produttività e combattere l’evasione fiscale

di Dino Pesole

9 ottobre 2019


Ecco cos’è e perché è così importante la Nadef

4′ di lettura

Oltre 14 miliardi di flessibilità, pari allo 0,8% del Pil: è quanto il Governo si accinge a chiedere formalmente alla Commissione Ue. In sostanza, poco meno della metà della legge di Bilancio in via di predisposizione sarà finanziata aumentando il deficit del 2020, che dall’1,4% indicato a legislazione vigente salirà nello scenario programmatico al 2,2% del Pil.

Non è poco, soprattutto se lo si aggiunge agli oltre 32 miliardi già ottenuti dall’Italia dal 2015 al 2019. Averlo iscritto nei saldi di finanza pubblica fin d’ora equivale a un sostanziale via libera, ottenuto in via informale nei giorni scorsi dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri – che oggi, 9 ottobre vede il commissario europeo Moscovici – fin dall’Ecofin informale di Helsinki.

Un sostanziale via libera che non dovrebbe incontrare ostacoli nel passaggio di consegne che avverrà il 1 novembre tra la vecchia e la nuova Commissione europea, con Paolo Gentiloni che subentrerà a Pierre Moscovici nell’impegnativo ruolo di commissario agli Affari economici.

Tuttavia il via libera che verrà formalizzato non prima di metà novembre sarà necessariamente accompagnato da alcune “condizionalità”, che nel gergo di Bruxelles equivalgono a una serie di impegni che il Governo dovrà assumere da qui ai prossimi mesi.

Prima di tutto, il nodo fondamentale della riduzione del debito che dovrà essere avviato con maggiore vigore su un sentiero di riduzione (la Nota di aggiornamento al Def fissa il debito a quota 135,7% del Pil quest’anno contro il 134,8% del 2018, in leggera discesa al 135,2% nel 2020).

Fonte

Rispondi