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Viticoltura, 2000 agricoltori italiani usano macchine a recupero

La macchina a recupero è una irroratrice che permette al viticoltore di abbattere l’impiego della chimica anche fino al 50 per cento, recuperando quel prodotto che non è intercettato dalla vegetazione

Sono circa 2000 gli agricoltori italiani che usano le macchine a recupero in viticoltura. La macchina a recupero è una irroratrice che permette al viticoltore di abbattere l’impiego della chimica anche fino al 50 per cento, recuperando quel prodotto che non è intercettato dalla vegetazione. Ai primi posti nell’uso di queste nuove macchine c’è il Veneto (la parte Est), il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia Romagna e la Toscana. Nell’ultimo lustro l’uso delle macchine a recupero è quasi raddoppiato a dimostrazione dei nuovi obiettivi degli agricoltori fortemente impegnati nella sostenibilità.

“VITE IN CAMPO”: TUTTA LE NOVITA’ DALL’ITALIA  DAL VIVO

 “Grazie a queste macchine il nostro obiettivo dell’abbattimento degli input chimici nel nostro territorio diventa concretezza” ha sottolineato il presidente di Condifesa Veneto Valerio Nadal (Consorzio che raggruppa oltre 15.000 agricoltori). E durante la manifestazione di valenza nazionale (hanno partecipato viticoltori da tutta Italia) “Vite in campo” (la prima esposizione dinamica di oltre 100 macchine per la viticoltura sostenibile) i nostri viticoltori hanno visto dal vivo le prove in campo relative alle nuove tecnologie”. Nadal ha proseguito:  “Dagli anni 60-70 periodo del boom economico  sembrava che la chimica fosse un toccasana e la soluzione a tutti i problemi. Non c’era ancora una cultura della sostenibilità. Oggi abbiamo inoltre “Macchine a torretta” che permettono all’agricoltore di indirizzare l’irrorazione mirata sulla pianta quindi con miglior efficacia e minor dispersione di antiparassitario azzerandone il cosi detto effetto deriva”. Ed ha sottolineato: “Rispetto alle macchine della prima ora andiamo a dimezzare l’impiego di fitofarmaci del 50 per cento”.

“FACCIAMO TESORO DELLE CRITICHE”

Gli ambientalisti sono spesso in polemica con gli imprenditori. Anche con quelli agricoli. Ma, Oddino Bin tecnico del Condifesa Veneto vede gli attacchi come uno stimolo. “Le critiche all’agricoltore che arrivano dal mondo ambientalista ci offrono importanti spunti di confronto. I nostri agricoltori sono sempre disponibili al dialogo ed al confronto tanto che stanno dando importanti risposte in tema di sostenibilità in agricoltura”.

 

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