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Quattro Ristoranti, il contest televisivo di Borghese finisce tra avvocati

Un ristoratore padovano si è rivolto a un avvocato dopo aver preso parte come concorrente allo show condotto da Alessandro Borghese, in quanto "massacrato" dalle critiche. Ma abbiamo davvero bisogno dei duelli per apprezzare la cucina italiana?
Alessandro Borghese

Normalmente, in televisione, è il suo voto a "determinare il verdetto finale", ma questa volta per Alessandro Borghese, lo chef-conduttore del programma televisivo Quattro Ristoranti, la sfida potrebbe proseguire oltre il piccolo schermo.

Come riporta il quotidiano Il Mattino di Padova, Daniele Bovolato, ristoratore titolare della Gourmetteria di via Zabarella a Padova, si sarebbe rivolto ad un avvocato dopo aver preso parte, come concorrente, alla puntata dello show di Borghese dedicata alla città patavina. "Mi hanno massacrato e mi sono affidato a un legale per tutelare l'immagine del mio locale - sostiene Bovolato dalle pagine del Mattino - Ero talmente incazzato che volevo ritirarmi, ma siccome sono una persona corretta ho scelto di rimanere".

Al centro delle polemiche contro il programma trasmesso da Sky Uno, l'eccesso di critiche ricevute dal ristoratore padovano, che lo avrebbero spinto a tutelarsi legalmente, chiedendo la revisione di alcune scene, che altrimenti lo avrebbero penalizzato ancora di più. "Mi hanno criticato su tutto fin dal primo giorno - spiega - Così il secondo giorno mi sono rivolto al mio avvocato di fiducia, siamo andati a Milano e insieme abbiamo messo nero su bianco le contestazioni". "Posso dire che è un programma tutto costruito - conclude Bovolato - Ti fanno recitare un copione già scritto. Fino all'ultimo ho sperato che mi rialzassero, invece mi hanno proprio affondato".

Com'è noto, il programma consiste in un contest tra i quattro ristoratori, ognuno dei quali è invitato a testare la cucina degli altri ed esprimere un giudizio su diversi criteri di valutazione, ovvero location, menù, servizio e correttezza del conto. L'esercente padovano, dunque, conosceva bene le regole del gioco, ideato per far conoscere le realtà gastronomiche dei tanti territori italiani, mettendole a confronto in una sfida culinaria sul modello di tanti format televisivi partoriti dopo il successo di MasterChef.

Ma la domanda è proprio questa: per imparare a conoscere la ricchezza della cucina italiana e la creatività dei suoi interpreti, abbiamo davvero bisogno di metterli uno contro l'altro?