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Il Poke hawaiano conquista l’Italia

di Elena Bianco
E' l'insalata di pesce crudo delle Hawaii. Si accompagna con frutta, verdura, salse. Dopo un timido esordio in Italia lo scorso anno, si prepara a invadere la Penisola questa estate, con il suo gusto esotico, fresco e leggero
La bowl di I love Poke
La bowl di I love Poke

Tanti anni fa fu il sushi. In anni più recenti il ceviche. Il pesce crudo sembra fare sempre tendenza, soprattutto se di provenienza esotica.
Adesso è la volta del Poke che, dopo aver impazzato a Los Angeles, New York, Londra, è approdato anche in Italia. Cos’è? Pesce crudo in insalata alla moda delle Hawaii. 

Il termine significa letteralmente «tagliato a cubetti» e il piatto, anzi la bowl, non è altro che pesce come tonno (ahi in hawaiano) o salmone, ma anche polpo o granchio fatti a cubetti, marinati (sovente) nella soia e conditi con avogado, noci macadamia, cipolla (meglio se quella dolce di Maui) alghe (meglio quelle rosse Limu) e olio di sesamo. I più sofisticati gourmet dovrebbero procurarsi l’Inamona, un condimento di noci moluccane tostate e tritate.Tutti ingredienti freschi e estivi.

Ad accendere questa nuova manìa italica che sicuramente ci verrà proposta in tutte le salse  - è il caso di dirlo – nel corso dell’estate, due italiani, Gianluca Di Cecco e Giovanni Vitali, che hanno partorito l’idea la scorsa estate a Los Angeles e subito aperto a Rimini nell’agosto 2017 Waikiki Pokè, ora diventato franchising (entro l'estate aprirà a Milano, Roma e Bologna).
Poi è stata la volta di I love Poke in piazza Dei Mercanti e in via Tortona a Milano, a cui è seguito ieri, 6 aprile a Roma Ami Pokè, il primo Hawaiian Bar d’Italia ed il primo Poke Bar della Capitale.

 

Ma le aperture continuano ad un ritmo impressionante in tutta la Penisola, buonultimo Mama Poke nel quartiere romano di Prati, con menù fai-da-te:  si compone la propria ciotola scegliendo la base (riso sushi, riso integrale, quinoa, misticanza), la proteina (salmone, tonno, gamberi al vapore, tofu), la marinatura (combinazioni di salsa di soia, olio di sesamo, latte di cocco ecc), i contorni (edamame, cavolo viola, avocado, wakame, elementi crunchy ecc).

Secondo la moda hawaiana poi, dovremmo rinunciare all’accompagnamento di un calice di spumante o di Traminer per dei molto più salutisti estratti, centrifugati, energetici. Decisamente più adatti se si è sulla spiaggia di Waikiki e dopo pranzo si va a surfare sulle onde dell’oceano. Rinunceremo al prosecchino?