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Vinitaly, una donna su quattro guida imprese vinicole

di Alessandro Ragazzo
Ricerca di Spot and Web sul vino al femminile. Ferrari e Ornellaia i marchi preferiti e il momento migliore è per una cena al lume di candela
Vinitaly, una donna su quattro guida imprese vinicole

Ormai le donne hanno conquistato il mondo del vino. Le troviamo tra i sommelier, si affermano come winemaker ma si distinguono anche tra produttrici, enotecarie, ristoratrici, agronome, responsabili della qualità delle uve, viticoltrici, brand ambassador, guide enoturistiche, cantiniere e responsabili d’accoglienza nelle grandi cantine. Il mondo del vino sta quindi diventando sempre più “rosa”, considerando che ad oggi, secondo l’associazione ‘Donne del Vino’, più di un quarto delle 73.700 imprese italiane vinicole è guidato da donne (oltre 19.500).

In occasione del Vinitaly 2018 di Verona, il portale www.spotandweb.it/news/812657/vinitaly-sondaggio-ferrari-ornellaia-piu-amati-dalle-donne.html ha interrogato 500 signore sul consumo del vino e, alla domanda “Come dev’essere il vino ideale di una donna?”, si scopre un trend che è andato affermandosi negli ultimi anni: c’è un sostanziale equilibrio tra bianchi (33%) e rossi (31%), non disdegnando naturalmente gli spumanti (26%), i passiti (18%) e nuove correnti come i biologici (12%) e gli “orange” (7%). Tutto ciò conferma dunque quanto sia cresciuta la competenza enologica delle donne nonché la loro voglia di sperimentare e scoprire nuovi vitigni, così come la loro passione per il bere bene.

Quando lo consumano? Il momento più “in” è per una cena al lume di candela, quindi con un’occasione speciale a cui brindare, meglio se con un calice di buon vino rosso (37%); quasi sempre durante i pasti, un bicchiere di vino ci vuole (35%); per un aperitivo, magari alla luce del tramonto, è scelto dal 31% delle intervistate mentre nei momenti d’intimità col partner il 28% trova molto “gustoso” anticipare momenti di passione con del buon vino. Il 25% non può rinunciarvi durante un cocktail o una cena con le migliori amiche, mentre il 22% preferisce gustarselo (soprattutto il rosso…) davanti al camino nelle fredde serate d’inverno. In vacanza, sulla spiaggia, è un’ottima occasione per il 20% ma c’è anche chi ama sorseggiare il nettare di Bacco mentre legge un romanzo (17%) oppure durante la visione di un bel film (15%).

Il vino è buon compagno anche quando si sta davanti al computer per controllare mail o navigare su internet (13%). I dieci prodotti più amati dalle donne sono: Trento Doc “Giulio Ferrari Riserva del Fondatore” di Ferrari (21%), lo spumante più famoso di tutti, le migliori bollicine italiane nel mondo; Ornellaia (19%), a conferma che oramai le donne non bevono solo bianchi “facili”, ma anche grandi rossi prestigiosi come il famoso marchio di Bolgheri; Barolo Sperss di Gaja (17%), il barolo per antonomasia, a dimostrazione che le donne se ne intendono; Valdobbiadene Prosecco Superiore di Cartizze Brut La Rivetta di Villa Sandi (15%), uno spumante di decisa fragranza, vero e proprio riferimento per tutta la denominazione; Chianti Classico Gran Selezione “Castello di Brolio” di Barone Ricasoli (12%), un altro rosso dalla cantina Barone Ricasoli, il cui antenato Bettino nel 1860 codificò la formula magica che diede vita al Chianti; Soave Classico “La Rocca” di Pieropan (9%), vino bianco dai riflessi dorati vellutato e in perfetto equilibrio tra sensazioni fruttate e acidità; Ben Ryé di Donnafugata (7%), il pluripremiato Passito di Pantelleria, tanto amato per chiudere cene con le amiche, ottimo soprattutto con dolci di ricotta e pasticceria siciliana; Cor Römigberg di Alois Lageder (5%), un rosso cabernet sauvignon biologico e intenso che racconta con poesia le proprie origini; Verdicchio Castelli di Jesi di Villa Bucci Riserva (3%), un bianco con caratteristiche da “rosso”, a dimostrazione che le donne se ne intendono sempre di più e sono sempre più esigenti in fatto di vini; Venezia Giulia Ribolla Gialla “Anfora” di Josko Gravner (2%), un vino mitico vinificato in anfore di terracotta, figlio di Josko Gravner, l’inventore dei cosiddetti “orange wine”, a dimostrazione della curiosità e della voglia di sperimentazione che le donne hanno anche nel settore del vino.