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Fabrizia Meroi Chef Donna 2018 per Michelin

di Elena Bianco
Il titolo di Chef Donna 2018 è di Fabrizia Meroi, ai fornelli del Laite di Sappada (Ud). Una vita dedicata ai prodotti della montagna che conosce e tratta mirabilmente e al piccolo accogliente ristorante, che gestisce col marito, Roberto Brovedani
Fabrizia Meroi - ph Andrea Moretti
Fabrizia Meroi - ph Andrea Moretti

Milano - Chi la conosce sa che persona sia – semplice, quasi schiva, ma gentile - e quindi è doppiamente felice di questo importante risultato. Fabrizia Meroi, anima del Laite di Sappada (Ud), una stella Michelin, 92 centesimi del Gambero Rosso, riceve il premio Chef Donna 2018 assegnato da Michelin nell’ambito dell’Atelier des Grandes Dames e attribuito dalla maison Veuve Clicquot.
L’autodidatta più straordinaria della ristorazione italiana , friulana di Cividale, allieva della mamma e della nonna, fa parte del plotone delle (ben) 44 chef stellate italiane (siamo il Paese con più donne con stelle Michelin al mondo).

«Gli anni di formazione in Friuli, Veneto e Carinzia hanno costruito la sua sapienza gastronomica. I sapori di queste terre e i prodotti di ogni loro stagione caratterizzano i suoi menu. Lavora con semplicità e precisione, regalando una suggestiva esperienza di gastronomia locale dal tocco femminile deciso sia nei sapori sia negli accostamenti. Un’esperienza che ha conquistato gli ispettori come chiunque si sieda alla sua tavola»: questa la motivazione con cui gli ispettori Michelin hanno scelto la chef.

E’ sostanzialmente vero. Una visita nella antica casa di legno che accoglie come in una sala da pranzo privata, l’imprescindibile, appassionata competenza di vini di suo marito Roberto Brovedani, la cura dei dettagli a tavola, sono premesse importanti. Ma poi quello che lascia stupefatti è la forza dei piatti di Fabrizia, così semplici ma geniali, così riconoscibili per matrice – i monti, i prati, i boschi, i pascoli sappadini – eppure così personali. Sono i “suoi” sapori all’ennesima potenza, con presentazioni a volte “solo” semplici e pulite, a volte di grande impatto visivo, prima ancora che di gusto (che assolutamente segue sempre). Come un suo dessert iconico: un prato fiorito (letteralmente) su una crema di yogurt, cioccolato in polvere e zabaione al tabacco. Creato in un appening gastronomico/musicale e ispirato ai Led Zeppelin.