ROMA – E’ dibattito sulla carne. Sulla sostenibilità, salute e valore culturale di un alimento profondamente legato alla nostra tradizione. L’occasione è stato l’evento di lancio del libro del professor Giuseppe Pulina, ‘Carnipedìa. Appunti per una piccola enciclopedia della carne’ (FrancoAngeli editore)’. Insieme all’autore hanno partecipato alla presentazione del volume la dottoressa Elisabetta Bernardi, biologa e nutrizionista e l’antropologo Marino Niola, professore di food studies presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa. L’incontro, che si è tenuto al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, è stato aperto dal Direttore Generale del Mipaaf per le Politiche Internazionali e l’Unione Europea, Felice Assenza, che ha affermato: “E’ importante rafforzare le politiche per una migliore comunicazione e promozione delle produzioni, che facciano comprendere ai consumatori la qualità delle produzioni e la portata di sostenibilità da cui queste derivano”.

“Ho compilato Carnipedìa, con l’accento sulla ì come Enciclopedìa – ha detto l’autore, Giuseppe Pulina presidente di Carni Sostenibili e professore di Zootecnia all’Università di Sassari – avendo presente la straordinaria ricchezza del mondo delle carni”. Già, perché il volume è un viaggio al centro del mondo della carne, un compendio agile che offre al lettore infinite chiavi di lettura, dagli spunti più urgenti a quelli più sofisticati, culturali e tradizionali.

Riguardo a uno dei binomi più indagati, quello su carne e salute, Elisabetta Bernardi, ha ricordato che le raccomandazioni pubblicate su Annals of Internal Medicine all’imponente Burden Disease Study uscito sul Lancet, “confermano che il consumo di carne all’interno di una dieta equilibrata è benefico per la salute”. Quanto agli atteggiamenti di intransigenza che vorrebbero limitare la libertà di scegliere quali alimenti inserire nella dieta quotidiana. Secondo il professor Marino Niola “La tendenza attuale alla demonizzazione della carne deriva da un’antica e ingiustificata identificazione tra carne e crudeltà. Si tratta di un classico esempio di integralismo alimentare che produce un cortocircuito fra etica e dietetica”.

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