Secondo Isnart, il turismo del food e delle cantine sta rapidamente scalando le classifiche delle richieste più frequenti dei visitatori del Bel Paese. Le dichiarazioni di Benedetta Fiorini, deputata forzista a Cibus

Parma – Il made in Italy gastronomico si sta dimostrando un potente motore di attrazione turistica sia dall’interno sia dall’estero. Lo dice l’Isnart (Istituto Nazionale di Ricerche Turistiche), secondo le cui stime le presenze in Italia motivate dal turismo enogastronomico sono state oltre 110 milioni, il doppio rispetto al 2016, e la spesa generata da questi flussi ha superato i 10 miliardi di euro.

Inoltre, la totalità dei visitatori pratica per oltre il 13% attività legate alla degustazione di prodotti enogastronomici locali, mentre l’8,6% effettua acquisti di prodotti enogastronomici tipici del territori. il 6,6% dei turisti ama partecipare ad eventi enogastronomici durante il soggiorno.

Scelta turistica

A questo si aggiunge che aumenta la domanda di contenuti turistici di qualità da parte dell’utenza. Il turista, cioè, richiede sempre meno tempi morti durante la vacanza, anzi, vuole concentrare nel tempo trascorso nella destinazione prescelta molte e diverse possibili esperienze che lo mettano in contatto con una realtà spesso molto diversa da quella della propria provenienza. E’ il “ turismo esperienziale”, che sempre più coinvolge vari settori di attività produttive sui territori oltre alle tradizionali infrastrutture turistiche (hotel, ristoranti, musei, ecc). La conoscenza di un territorio, dei suoi usi, delle sue tradizioni è dunque tra i primi posti e questo fattore induce le imprese del mercato turistico ad investire e attrezzarsi al meglio per cogliere le nuove opportunità.

Come rileva l’Osservatorio Isnart, infatti, le prime azioni che i turisti compiono una volta raggiunta la loro destinazione, è quella di prendere informazioni sugli eventi, sull’intrattenimento, sull’offerta culturale di musei.
Se oltre la metà dei turisti ospitati nelle strutture italiane nel 2017 ha compiuto escursioni e gite e quasi il 30% ha praticato uno sport, un dato è particolarmente significativo: l’enogastronomia è stata lo scorso anno la prima voce di spesa turistica in Italia, al netto di viaggio e alloggio, precedendo anche i costi sostenuti per visitar e musei e monumenti e per le attività sportive.
Tale voce è, ovviamente, più alta per i turisti italiani che non per gli stranieri, che hanno maggiori difficoltà logistiche a trasportare generi alimentari. Ma la crescita della domanda di residence, dove i turisti possono anche cucinare, dimostra che spesso anche gli stranieri consumano poi sul posto.

Enogastronomia

A conferma di ciò la dichiarazione di Benedetta Fiorini, deputata forzista in visita al Cibus a Parma: “I numeri record dell’edizione 2018 di Cibus parlano chiaro e sono il chiaro segno che il comparto e’ in salute. Made in Italy ed enogastronomia sono i nostri cavalli di battaglia, un modello, un unicum a livello mondiale e per questo rappresentano voci importanti del Pil su cui l’Italia deve continuare a puntare per crescere ulteriormente. E come tali vanno tutelate“.

 

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