(ANSA) – ROMA, 12 MAR – La Strategia Ue “Farm to Fork” (dalla fattoria alla forchetta) sarà resa pubblica il prossimo 25 marzo, e Greenpeace chiede alla Commissione di affrontare gli impatti legati agli attuali livelli di produzione e consumo di carne nell’Ue, prevedendo obiettivi concreti di riduzione.

Secondo una nuova analisi dell’associazione ambientalista, si legge in un comunicato, il consumo di carne nell’Unione europea deve diminuire del 71 per cento entro il 2030 e dell’81 per cento entro il 2050 per ridurre in misura sufficiente il contributo dell’agricoltura alla crisi climatica in corso.

Tradotto in cifre: una media procapite di non più di 460 grammi di carne alla settimana entro il 2030 e di 300 grammi nel 2050, rispetto all’attuale media europea di 1,58 chilogrammi pro capite alla settimana.

Attualmente i cittadini europei consumano circa il doppio di carne e quasi il triplo di prodotti lattiero-caseari rispetto alla media globale. Per sostenere gli attuali livelli di consumo di prodotti di origine animale, sostiene Greenpeace, in Europa viene incentivato, anche attraverso i fondi pubblici della PAC, un sistema di allevamento intensivo che è dannoso per l’ambiente, per il clima e per la nostra salute.

La riduzione del consumo globale di carne a 24 chili per persona all’anno entro il 2030, e successivamente a 16 chili per persona all’anno entro il 2050, conclude l’ong, si basa su valori che secondo gli scienziati sono in grado di garantire la sicurezza alimentare, mantenendo il riscaldamento globale al di sotto di 1,5C. (ANSA).

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