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Enogastronomia

Il futuro del biologico nel vino? Il ritorno alle conoscenze del passato. Parola di Keber

Siamo andati a trovare Edi e Kristian Keber, proprietari di una delle aziende vitivinicole più importanti del Collio. Con loro abbiamo parlato di vini bianchi, prosecco, bottiglie, biodinamica e di quella pubblicità con Oliviero Toscani…

Il loro nome è sinonimo di grandi vini, alta qualità, ricerca continua. Nelle loro bottiglie si assapora il gusto della tradizione, l’amore per il territorio, la passione per l’arte vinicola. “Crediamo nella terra e nei suoi valori, rispettiamo l’ambiente che ci ospita, amiamo queste colline dolci e difficili” è la loro filosofia di vita. Edi e Kristian Keber, padre e figlio, sono le due ultime generazioni di una famiglia che da oltre trecentocinquant’anni produce vino con orgoglio, fierezza e passione, ed è ormai diventata sinonimo e simbolo del Collio. Già, perché di questo territorio (150 chilometri quadrati circa, in provincia di Gorizia, nella zona al confine tra Italia e Slovenia) i Keber sono i più strenui sostenitori e difensori, delle vere e proprie pietre miliari capaci di elevare una regione ai vertici mondiali della produzione di vino bianco. E che vino bianco! Il Collio Keber nasce dall’unione di tre vitigni: il Tocai Friulano, la Malvasia Istriana, e la Ribolla Gialla.

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