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Enogastronomia

In albergo romano ogni cocktail prende nome da rare farfalle

(ANSA) – ROMA, 4 FEB – Nasce a Roma, presso il The St. Regis
Rome, “Lumen, Cocktails & Cuisine”, che deve il suo nome
all’unità di misura della luce e si dichiara “pronto ad offrire
un servizio d’elezione da mattina a sera, adeguando la propria
proposta allo scandirsi delle ore del giorno”.

Per dare nuova luce alla cultura del beverage, la catena
alberghiera, che vanta tra i suoi barman newyorchesi l’inventore
del Bloody Mary, ha creato una nuova drink list, i cui cocktail
sono stati nominati come le più esotiche e suggestive farfalle
del mondo: la farfalla Hercules della foresta della Tasmania o
la Dark Red Helen, che vola leggiadra nelle isole meridionali
del Giappone.

Tra i signature cocktail delle nuova carta non può mancare il
Bloody Mary, vera e propria istituzione del marchio St. Regis,
nato nel 1934 come “Red Snapper” al The St. Regis New York e
riproposto nella sua versione romana con il nome di Red Admiral.

La Red Admiral, o Vanessa atalanta, un esemplare di farfalla
grande e dai colori vivaci, simboleggia per alcune tradizioni la
rinascita attraverso la trasformazione, proprio come il St.

Regis Rome, che inaugura una nuova era dopo la recente
ristrutturazione.

Il Red Admiral viene preparato al momento al tavolo e servito
con l’ausilio del trolley realizzato in esclusiva dal
Larusmiani, l’artigiano dei cavatappi ed apribottiglie con
finiture realizzate.

Altro nuovissimo ed emblematico cocktail è Lumen, creato con
Champagne, Italicus Rosolio di Bergamotto ed Elettric Bitter,
simbolo del bar e della propria nuova era.

Anche i grandi classici sfoggiano una nuova veste: il mitico
Negroni viene ora servito in una speciale bottiglia di cristallo
scomponibile in tre apparati. La parte superiore contiene il
coctkail, mentre le base, composta da due bicchieri impilati,
invita alla condivisione, incoraggiando la convivialità intorno
a una vera icona del bere miscelato.

Con questo progetto The St. Regis Rome e Le Dictateur “si
ripromettono – come sottolineano in una nota – di far evolvere
la drink experience verso una dimensione estetica superiore,
dissolvendo il confine tra opera d’arte e oggetto d’uso comune.

I bicchieri sono eponimi di altrettanti cocktail in essi
proposti, che ne interpretano l’essenza”. (ANSA).

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