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Liberati con un blitz cinque turisti italiani ostaggi in Camerun

di Marco Restelli
Insieme ai nostri connazionali la polizia camerunense ha tratto in salvo 7 svizzeri. I viaggiatori europei erano stati rapiti da miliziani di un minoranza separatista. Il Paese africano è scosso da tensioni politiche, sequestri e scontri
I Laghi Gemelli del Camerun, dove erano diretti i turisti italiani prima di essere rapiti
I Laghi Gemelli del Camerun, dove erano diretti i turisti italiani prima di essere rapiti

Yaoundé (Camerun) - Sono stati liberati, grazie a un blitz delle forze speciali di polizia, i nostri cinque connazionali che erano stati rapiti e tenuti come ostaggi da miliziani separatisti. Lo ha riferito il Ministero della Comunicazione camerunense, precisando che «il gruppo era stato preso in ostaggio da una banda di terroristi armati» nella zona di Nguti, nel sud-ovest del Paese africano, prima che intervenissero i militari. Il blitz contro i miliziani è scattato lunedi', ma notizia della liberazione degli ostaggi è stata diffusa solo oggi. Il governo camerunense ha annunciato che durante l'operazione «decine di miliziani sono stati neutralizzati e sono state sequestrate grandi quantità di armi, munizioni e droga».

Fra i prigionieri tratti in salvo c'erano 12 turisti europei (5 italiani e 7 svizzeri) oltre a 6 consiglieri municipali camerunensi della vicina regione nord-occidentale. Gli europei - che viaggiavano con l'organizzazione 'African Adventure Group' -  erano nella zona di Moungo-Ndor diretti al sito turistico dei Laghi Gemelli, quando sono stati rapiti.  Colpevoli della loro cattura sono i miliziani della minoranza anglofona del Camerun, che lotta per ottenere l'indipendenza della regione occidentale del Paese.

Il Camerun è attualmente diviso in due. Il Paese è prevalentemente francofono, e i francofoni, al governo nella capitale Yaoundé,  controllano tutte le risorse. Esiste però una minoranza anglofona -  un quinto della popolazione -  emarginata da politica ed economia e ormai decisa a non accettare più tale situazione. I miliziani che hanno rapito i nostri connazionali accusano il presidente Paul Biya - al governo da 35 anni -  di sfruttare gli anglofoni che vivono nella regione occidentale del Paese. Nelle ultime settimane la situazione e' peggiorata, con attacchi a militari e con una serie di sequestri effettuati dai miliziani indipendentisti.