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Svizzera, salario giovanile: il progetto che migliora i rapporti familiari

Non è una paghetta, ma un vero e proprio salario con cui “mantenersi”, almeno nelle piccole cose. Assegnare ai figli una somma mensile, così che imparino a gestire le piccole spese personali, migliora anche il rapporto dei ragazzi con i loro genitori
Salario giovanile

Lo dice una ricerca condotta nella Svizzera tedesca, dove il "salario giovanile" è più diffuso.

"Con quel denaro devo pagare vestiti, parrucchiere, scarpe, cose personali, biglietti del treno, gite, telefonino, le piccole spese”. A parlare è Maurin in un servizio del Tg della Radiotelevisione svizzera, dello scorso marzo, su una famiglia a nord delle Alpi. Il figlio maggiore, 16 anni, riceve 175 franchi al mese. Quello minore, 13 anni, ne prende 125.

"È più un modello educativo che finanziario", chiarisce la professoressa Claudia Meier Magistretti della Scuola universitaria di Lucerna.

Nelle famiglie che lo applicano, interpellate da uno studio, i giovani "imparano a pianificare, a prendere decisioni autonome, a distinguere fra cosa è importante e cosa è invece un desiderio consumistico, sono più prudenti e sicuri di sé nel gestire il denaro".

E così mentre si insegna e a evitare l'indebitamento, dice la ricerca, diminuiscono anche le tensioni fra genitori e figli adolescenti per ciò che riguarda denaro e consumi. A vantaggio della serenità di tutta la famiglia.

L'idea è stata messa a punto e brevettata dallo psicologo e terapeuta familiare Urs Abt che ne ha fatto un vero e proprio marchio depositato. Al progetto, che rientra nei servizi di prevenzione dell'indebitamento, collabora, oltre al Comune di Zurigo, la fondazione Pro Juventute, specializzata in progetti per famiglie.

Ma come funziona? Secondo le fonti svizzere, a 6-7 anni si affrontano con i genitori argomenti legati al denaro, a 7-8 anni si effettuano i primi, piccoli acquisti in autonomia, a 8-10 anni si dispone liberamente della paghetta, a 10-12 anni si comincia a ricevere regali in denaro e infine a 16 anni si usa per la prima volta una carta bancaria.

Fonte: Studio di Pro Juventute e Credit Suisse (2017)