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Russia: "Gas a Duma? Solo una messa in scena" e in un video di un mese fa la "profezia"

Ecco il filmato del 13 marzo scorso in cui il capo di stato maggiore russo, Valery Gerasimov, annunciava che gli Stati Uniti volevano utilizzare la provocazione dei guerriglieri nella Goutha per bombardare Assad. Chi dice la verità? Intanto Lavrov...
L'attacco di gas a Duma sarebbe solo una messa in scena da parte dei guerriglieri
Il generale Valery Gerasimov, capo di stato maggiore russo.

Roma - La Russia ha prove "inconfutabili" che il presunto attacco chimico su Duma del 7 aprile è stato "una messinscena in cui sono coinvolti i servizi di sicurezza di un Paese in prima linea nella campagna russofobica": il ministro degli Esteri di Mosca, Serghei Lavrov, contrattacca così ai possibili raid occidentali contro il regime di Bashar al-Assad, ritenuto responsabile per gli oltre 40 civili morti nella roccaforte dei ribelli con sintomi compatibili con l'esposizione a gas tossici. E queste prove sarebbero già a conoscenza dei militari russi, tanto che lo scorso 13 marzo, il capo di stato maggiore, il generale Valery Gerasimov, ha incontrato ufficiali e giornalisti per informarli che gli Stati Uniti volevano usare la provocazione dei guerriglieri nella Goutha orientale come scusa per bombardare i distretti delle forze governative siriane a Damasco. "Abbiamo informazioni affidabili sulla preparazione da parte dei guerriglieri di una messa in scena sull'uso di armi chimiche contro i civili da parte delle forze governative. Con questo fine i guerriglieri stanno riunendo donne, anziani e bambini in Goutha orientale per mostrarli come vittime di attacchi chimici", dice il generale in questo video di cui Corrierequotidiano.it è entrato in possesso.

Impossibile allo stato attuale stabilire chi dice la verità, certo è che il filmato risale a un mese fa e la realtà di questi giorni segue la traccia di quanto sospettato dai militari russi.

Sostenuto da prove certe, il ministro Lavrov proprio oggi si è detto certo che gli esperti dell'Opac (l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche), che da sabato saranno a Duma per indagare, "non troveranno tracce dell'uso di armi chimiche", aggiungendo comunque che il suo governo è in stretto e costante contatto con l'Amministrazione Trump sul dossier siriano. "Un attacco Usa in Siria rischia di portare nuove ondate di profughi in Europa", ha avvertito il capo della diplomazia russa in una conferenza stampa a conclusione dell'incontro con il collega olandese, Stef Blok, a Mosca. "Dio non voglia che vengano compiuti passi avventati in Siria come in Libia o in Iraq", ha ammonito Lavrov, "ora, spero che nessuno scommetta sull'idea di imbarcarsi in un'impresa così rischiosa".

L'ambasciatore russo all'Onu, Vassily Nebenzia, aveva evocato il "pericolo di un conflitto" con gli Usa: "Lo abbiamo detto chiaramente, non possiamo escludere nessuna possibilità visti i messaggi particolarmente bellicosi di Washington".

Gli Usa si stanno coordinando con gli alleati per essere pronti a colpire obiettivi del regime di Bashar al-Assad, grande alleato di Mosca e ritenuto responsabile dell'attacco chimico su Duma, nella Ghouta orientale.

Fonti Usa hanno riferito che nei test eseguiti su alcuni superstiti sono state trovate tracce di agenti nervini e di cloro nelle urine. La Francia ha fatto sapere che l'eventuale decisione di partecipare ai raid non verrà resa pubblica prima per proteggere gli interessi nazionali e i civili all'estero. Mosca ha chiesto una riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu per oggi, ma ancora non è stata confermata. Una bozza di risoluzione messa a punto dalla Svezia sollecita l'invio di un team di esperti che si occupi del disarmo in tutta la regione. Intanto a Duma prosegue l'evacuazione degli ultimi 4 mila ribelli islamisti e civili rimasti nell'enclave alle porte di Damasco.