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Facebook: computer "intelligenti" dietro lo scandalo per alterare le discussioni politiche

Oltre la metà delle conversazioni più accese sul web sono alimentate da sistemi informatici automatici che manipolano, secondo una precisa strategia d'inquinamento del dibattito, gli interventi in modo da generare visibilità a fini politici
Facebook: computer dietro lo scandalo per alterare le discussioni politiche

Perugia - "Oltre il 50% delle conversazioni più accese online e nei social network non è dovuto alle persone ma alle reti di account automatizzate (botnet), usate da chi ha interesse a influenzare una discussione nel momento in cui gli scambi si moltiplicano". E' quanto sottolinea Renato Gabriele, fondatore di Oohmm (Observatory of Online Harassment and Media Manipulation), presentando al Festival del giornalismo di Perugia l'attività di analisi dati in azione nei momenti pubblici importanti.

Oohmm conferma l'attività di polbots russi nelle presidenziali Usa del 2016 vinte da Trump e di quelli italiani invece nel nostro referendum costituzionale dello stesso anno. E a proposito dello scandalo Facebook e Camdridge Analytica, Gabriele plaude al fatto che questa vicenda ha fatto conoscere al grande pubblico "l'esistenza di aziende che da anni popolano di contenuti fittizi il web e i social media, allo scopo di fare propaganda computazionale politica, con un inquinamento del dibattito pubblico pianificato al computer che pone una fondamentale questione democratica, investendo anche il mondo dell'informazione".

I polbots si fingono persone vere postando o ritwittando notizie, eventi di musica, sport o altri temi molto dibattuti, prima di intervenire laddove intendono colpire. Ne è diffusa la compravendita alla stregua di spazi televisivi necessari ad un'agenzia pubblicitaria alle prese con il lancio di un nuovo prodotto.

Oohmm ha raccolto dati sulle elezioni italiane del 4 marzo scorso e in occasione dei violenti commenti contro alcune figure femminili o sulla sparatoria di Macerata contro immigrati africani (6 feriti). Dall'estate 2017 Oohmm ha monitorato i polbots di ogni provenienza hanno alimentato anche l'odio contro soggetti di forte impatto sociale come gli immigrati, comprese alcune figure pubbliche femminili.