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Montenegro: uno stop a Putin nei Balcani

di Antonio Devetag
Alle elezioni del piccolo Paese affacciato sull'Adriatico stravince il leader Djukanovic, che vuole l'entrata nella Unione Europea e l'adesione alla Nato
Djukanovic
Djukanovic

Milo Djukanovic, leader del Partito democratico dei socialisti (Dps) ha largamente vinto al primo turno le recenti elezioni presidenziali (domenica 15 aprile) in Montenegro. I risultati dopo lo spoglio del 90,5 delle schede assegnano a Djukanovic oltre il 54% delle preferenze rispetto al 33,3% andato a Mladen Bojanic, il principale sfidante acceso sostenitore di un'alleanza con Putin. 

In lizza per la prima volta vi era una donna, Draginja Vuksanovic, socialdemocratica ed europeista convinta,  alla quale è andato l'8,1%. L'affluenza alle urne è stata di circa di circa il 64%.   

Milo Djukanovic è un leader  molto discusso per questioni legate al contrabbando del tabacco, anche se un suo coinvolgimento è stato dichiarato inesistente  proprio da tribunali italiani. E' in sella al governo del Montenegro dal 1991, quando divenne presidente a livello regionale a soli 29 anni. Guidò con abilità il distacco del suo Paese dalla Serbia, nazione  erede della Jugoslavia di Tito e fortemente filorussa, togliendole qualsiasi sbocco al mare. 

Anche per questo la Russia, da sempre filoserba, aveva sostenuto con forza e ingenti mezzi la Candidatura di Bojanic. Un certo benessere che si sta diffondendo in Montenegro anche grazie al turismo, insieme alla speranza di un'evoluzione sinceramente democraticain seno alla UE hanno fatto trionfare il 56enne Djukanovic.