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Caso ex spia: l'Occidente espelle oltre 100 diplomatici russi 

Anche l'Italia si unisce ai Paesi europei e agli Stati Uniti, ritenendo che dietro l'avvelenamento dell'agente segreto russo Sergei Skripal, ci sia la mano di Putin. Ma Salvini e la Meloni insorgono contro il governo dimissionario
L'Occidente in campo contro Putin
Il presidente della Federazione russa Vladimir Putin.

Roma - Oltre 100 diplomatici russi espulsi in totale dagli Stati Uniti, da 14 Paesi europei tra cui l'Italia, da Canada e Ucraina: dopo la Gran Bretagna, arriva la risposta del resto dell'Occidente all'avvelenamento con il gas nervino su suolo britannico di un'ex spia del Kgb e della figlia, un'operazione condotta "molto probabilmente" dal governo di Mosca.

Gli Usa hanno espulso 60 diplomatici che sarebbero legati all'intelligence di Mosca: 48 dall'ambasciata russa a Washington, 12 di base alle Nazioni Unite a New York. Chiuso il consolato russo a Seattle. I diplomatici hanno una settimana di tempo per lasciare, insieme alle loro famiglie, il suolo statunitense, in una mossa di inusitata durezza, soprattutto per un'amministrazione come quella di Trump spesso accusata di essere troppo morbida con Vladimir Putin. Germania, Francia e Polonia cacciano ciascuno 4 diplomatici con un passato nell'intelligence. Lituania e Repubblica Ceca ne espellono tre; Danimarca, Italia e Olanda due ciascuno. L'Ucraina, che non è membro dell'Ue, ne espellerà 13, il Canada (membro Nato) quattro.

Anche per l'Ue è probabile che l'ordine sia partito da Mosca


   Per i Paesi Ue, gli annunci sono stati dati dalle singole cancellerie contemporaneamente. Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha ricordato che è "altamente probabile" la responsabilità di Mosca dietro l'attacco con il nervino che ha ridotto in fin di vita l'ex spia Sergei Skripal e la figlia, e ha anticipato che "misure aggiuntive, incluse ulteriori espulsioni nella cornice comune europea, non sono escluse nei prossimi giorni e nelle prossime settimane".


   Il Cremlino ha già fatto sapere che risponderà sulla base del principio di reciprocità ed è attesa a breve l'espulsione di 60 diplomatici americani. Esulta Londra, che il 14 marzo, sulla scia dell'attentato di 10 giorni prima a Salisbury, aveva cacciato 23 diplomatici russi, una mossa a cui Mosca ha subito reagito in modo simmetrico. La premier britannica, Theresa May, ha parlato di "segnale fortissimo alla Russia che non può continuare a violare il diritto internazionale". Per il suo ministro degli Esteri, Boris Johnson, "la straordinaria risposta internazionale dei nostri alleati rappresenta la più grande espulsione collettiva di agenti dell'intelligence russa nella storia e ci aiuterà a difendere la nostra sicurezza".

Ma Salvini e la Meloni non ci stanno

In Italia si sono levate alcune voci critiche: per il segretario della Lega, Matteo Salvini, "isolare e boicottare la Russia, rinnovare le sanzioni economiche ed espellerne i diplomatici non risolve i problemi, anzi li aggrava". La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, ha definito "inaccettabile che un Governo dimissionario decida di espellere due funzionari dell'ambasciata russa. Sono gli ultimi colpi di coda di un governo asservito alla volontà di Stati esteri che per fortuna sarà messo presto nelle condizioni di non nuocere più gli interessi nazionali italiani", ha aggiunto.


   Trump non ha parlato, neanche con il suo abituale mezzo di comunicazione, Twitter, ma la Casa Bianca ha spiegato che l'azione punta a ridurre la capacità della Russia di spiare gli americani e a dimostrare che gli Stati Uniti sono a fianco gli alleati Nato. La chiusura del consolato di Seattle si spiega con la sua vicinanza ad una base navale statunitense e agli impianti della Boeing
  

 La controreazione russa ancora non è stata annunciata ma il primo vice presidente della Commissione affari internazionali del Consiglio della Federazione (il Senato russo), Vladimir Dzhabarov, ha anticipato che la Russia espellerà almeno 60 diplomatici dell'ambasciata americana, con "misure speculari e che riguarderanno lo stesso numero di dipendenti delle missioni diplomatiche".