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Malala: "Ora voglio un futuro migliore per la mia gente"

Sono queste le prime parole della vittima di un attentato da parte dei talebani e poi vincitrice del premio Nobel per la Pace nel 2014. "Per questo ho iniziato a parlare dell'istruzione delle ragazze. Ho detto che l'avrei fatto ed ora eccomi qua"
Malala è tornata nella città
La ventenne Malala Yusufzai.

Mingora (Pakistan) - "Siamo felicise simi chMalala sia qui". E' questo il primo commmento di Muzaffar Khan, suo ex insegnante alla Khushal School and College. Così da ieri Malala Yousafzai, vincitrice del Nobel per la Paceè tornata in Pakistan. La ragazza, oggi ventenne, nel 2012 dopo una giornata a scuola scampò a un attacco dei talebani che le spararono alla testa. La giovane, tra ingenti misure di sicurezza, è tornata nella città di Mingora, nella valle dello Swat, accompagnata dal ministro dell'Informazione, Marriyum Aurangzeb.

"Per tutti questi anni ho aspettato di tornare nel mio Paese", ha detto commossa la giovane quando a Islamabad è stata accolta dal premier Shahid Khaqan Abbasi, che ha salutato il ritorno della ''figlia del Pakistan".

Dopo l'attacco, Malala si è trasferita a Londra e ha intensificato il proprio impegno per il diritto delle ragazze a un'istruzione di qualità. Nel 2014, a soli 17 anni, è diventata la più giovane vincitrice del Nobel.

"Io primo ministro? Non ci penso"

"Voglio un futuro migliore per il Pakistan. Io primo ministro? Non ci penso", ha detto Malala in un'intervista alla Bbc. "Non sono una persona emotiva, ma dopo il mio primo discorso qui in Pakistan non riuscivo a trattenere le lacrime. E' molto emozionante, tutto quello che vedo ha un valore. Mi godo tutto, anche l'aria calda", dice ora.

"Amo il Pakistan, sono pakistana. Voglio un futuro migliore per il Paese e per questo ho iniziato a parlare dell'istruzione delle ragazze. Ho detto che avrei continuato a parlare anche se i terroristi mi avessero attaccato. E' successo e io ho continuato a parlare", aggiunge Malala.

"Quando avevo 11-12 anni, volevo diventare primo ministro perché pensavo che avrei potuto risolvere ogni problema e sistemare tutto", racconta. "Poi però ho incontrato molti leader, primi ministri e politici: non è così semplice. Per ora mi concentro sul lavoro attraverso la Malala Foundation per consentire al maggior numero possibile di ragazze di avere accesso a un'istruzione di qualità".