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Brexit: no di Westminster a secondo referendum

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Alberto Pezzali / NurPhoto 

 Una manifestazione contro la Brexit nel gennaio del 2018

La Camera dei Comuni britannica ha bocciato in modo sonoro l’idea di tenere un secondo referendum sulla Brexit. I parlamentari hanno respinto, con 334 voti contrari e 85 favorevoli, l’emendamento presentato dalla ex Tory poi confluita nel Gruppo Indipendente, Sarah Wollaston, che proponeva di estendere l’articolo 50 del trattato di Lisbona (rinviando, così, la data di uscita del Regno Unito dalla Ue, fissata al 29 marzo) per concedere tempo all’organizzazione di un secondo referendum.

L’emendamento prevedeva che l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea avrebbe dovuto essere posticipata “per il tempo necessario a legiferare ed effettuare un voto pubblico su un’uscita alle condizioni determinate dal Parlamento o sulla permanenza nell’Ue”. Il partito laburista non ha appoggiato l’emendamento e i suoi deputati si sono astenuti rimanendo in aula durante la votazione. 

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